Imu 2013, stop prima rata in bilico: probabile raddoppio detrazioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2013 11:08 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 11:08
Imu 2013, stop prima rata in bilico: probabile raddoppio detrazioni

Imu 2013, stop prima rata in bilico: probabile raddoppio detrazioni

ROMA – Imu 2013, stop prima rata in bilico: probabile raddoppio detrazioni. Gli effetti dell’instabilità politica sono immediati per le famiglie: con la crisi torna d’attualità il rebus Imu, in particolare si ridiscute della prima rata, quella di giugno che è stata cancellata con decreto e che deve essere ancora convertita in legge dal Parlamento. Intanto gli emendamenti al decreto che ne imponeva la cancellazione sono stati rinviati a giovedì, il giorno dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Enrico Letta e l’eventuale voto di fiducia. Fiducia su quale governo, quali provvedimenti non si sa. Intanto Pd e Scelta civica spingono per ampliare la categoria degli immobili di lusso che non sono esentati dal pagamento dell’imposta. Spingono per una rivisitazione dello stop universale alla tassazione sugli immobili destinati ad abitazione principale: i redditi più alti devono contribuire. Sì ma come?

Raddoppio delle detrazioni. Lo propone il responsabile Politiche Fiscali di Scelta Civica, Enrico Zanetti: “Trasformiamo l’abrogazione della sola prima rata sull’abitazione principale in un raddoppio delle detrazioni. Così facendo, diamo immediata attuazione all’abrogazione di fatto anche della seconda rata per circa il 70% delle famiglie e garantiamo comunque una minore Imu da 200 a 300 euro al restante 30% che pagherà il saldo entro il 16 dicembre”.

Deducibilità Imu per le imprese. L’accordo politico, cioè la prosecuzione della legislatura è premessa ineludibile. Ma se le cose precipitano, il relatore Pd Marco Causi sarebbe pronto a rivedere il dl almeno in due parti: “Sulle imprese, con la deducibilità dell’Imu dall’Ires e dall’Irpef, e sugli immobili concessi in affitto”.

Chi paga oggi, senza il decreto che cancella la prima rata. Se non viene convertito in legge il decreto a metà ottobre pagheranno la prima rata Imu i proprietari di abitazione principale. Insieme a loro i possessori di terreni e fabbricati agricoli, gli inquilini di case popolari, gli assegnatari di proprietà indivise, chi per lavoro (forze dell’ordine, funzionari di Stato o prefettizi) si trasferisce in un’altra città. Decadrebbe anche l’esenzione assoluta Imu per gli immobili merce, ovvero i beni strumentali delle imprese.