Imu, Iva, Tares, Irpef: tasse-salasso. 31mld a tutti, 25mila di media alle Pmi

Pubblicato il 24 Marzo 2013 10:48 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2013 10:49
Imu, Iva, Tares, Irpef: tasse-salasso. 31mld a tutti, 25mila di media alle Pmi

Foto Lapresse

ROMA – Iva, Tares, Irpef, Imu: la nuova ondata di tasse costerà oltre 31 miliardi agli italiani. Lo dice uno studio targato Cgil, Cisl e Uil. La Cgia di Mestre aggiunge: per i piccoli imprenditori la “stangata estiva” sarà di circa 25mila euro pro capite. Oltre alle tasse succitate, devono pagare l’imposta alla Camera di Commercio.

Cgil, Cisl e Uil fanno la somma delle varie tasse da pagare: 11,6 miliardi di acconto Imu, 14,4 miliardi di saldo Irpef, 4 miliardi di acconto Tares, 1,8 miliardi che vengono dall’aumento dell’Iva di un punto percentuale.

La Cgia parla invece di “stress test” fiscale e contributivo per lavoratori autonomi e piccoli imprenditori. Le scadenze, ricorda la Cgia di Mestre, saranno numerosissime e riguarderanno i versamenti Inps, la tassa annuale di iscrizione alla Camera di Commercio, il pagamento della prima rata dell’Imu e della Tares, oltre all’autoliquidazione Irpef, che prevede il saldo 2012 e l’acconto 2013. Peseranno sulle tasche di questi contribuenti fino a 25.700 euro circa.

Le simulazioni sono state realizzate dall’Ufficio studi degli Artigiani che hanno preso in esame quattro diverse tipologie aziendali. Ecco i risultati: un commerciante paghera’ tra i 4.452 e i 4.676 euro; un artigiano tra i 6.948 e i 7.206 euro; una societa’ di persone con due soci e quattro dipendenti tra i 17.733 e i 18.409 euro; una societa’ di capitali con due soci e dieci dipendenti tra i 25.401 e i 25.737 euro.

In queste elaborazioni sono stati calcolati i possibili esborsi che i titolari di queste aziende dovranno farsi carico, considerando due scenari. Nel primo sono state utilizzate le aliquote medie dell’Imu e delle addizionali Irpef, nonche’ la maggiorazione della Tares pari a 0,3 euro al metro quadrato.

Nel secondo, invece, si e’ immaginato uno scenario piu’ pessimistico rispetto al precedente, ipotizzando che le Regioni e gli Enti locali elevino sino al valore massimo consentito le aliquote dei tributi interessati da questa scadenza e che la maggiorazione della Tares si attesti a 0,4 euro al metro quadrato.

”In una fase in cui le piccole e micro imprese sono sempre piu’ stressate dal fisco e a corto di liquidita’ – dice il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi – l’appuntamento fiscale di inizio estate rischia di spingerne moltissime fuori mercato. Per questo invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinche’ si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto”.

Per Bortolussi, poi, ”bisogna assolutamente evitare che dal primo luglio si verifichi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%. Se cio’ non avverra’, i consumi subiranno un’ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna”.

Infine, sostiene la Cgia, bisogna immettere liquidita’ al sistema economico, agevolando l’accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese.