Jeff Bezos lascia Amazon nelle mani di Andy Jassy: lui si lancia nello spazio con Blue Origin

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 5 Luglio 2021 13:08 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2021 13:08
Jeff Bezos lascia Amazon nelle mani di Andy Jassy: lui si lancia nello spazio con Blue Origin

Jeff Bezos lascia Amazon nelle mani di Andy Jassy: lui si lancia nello spazio con Blue Origin (Foto Ansa)

Jeff Bezos lascia la guida di Amazon nelle mani di Andy Jassy. Il fondatore del colosso dell’e-commerce si tuffa nella sua nuova avventura. Anzi, sarebbe meglio dire si lancia, visto che parte alla conquista dello spazio con Blue Origin. Il lancio è previsto, salvo imprevisti, per il 20 luglio. 

Jeff Bezos resterà presidente esecutivo di Amazon

Ma Bezos non lascia la sua creatura Amazon. Affida la guida a Andrew R. Jassy (Andy per gli amici) per il quale Bezos nutre una stima incondizionata. E lo stesso Bezos manterrà comunque la carica di presidente ma esecutivo. Cioè non solo una figura di garanzia ma anche pronto ad intervenire sulle scelte strategiche della società.

L’annuncio del cambio della guardia è di pochi mesi fa. Jassy ha assunto dal 5 luglio l’incarico di amministratore delegato di Amazon. “Andy è ben conosciuto nella società, sarà un leader fantastico e ha la mia piena fiducia. Nel mio ruolo di presidente esecutivo intendo concentrare le mie energie e la mia attenzione su nuovi prodotti e iniziative”, ha detto Bezos.

La sfida della tassa sulle multinazionali

Tra le iniziative alle quali lui e Jassy dovranno a breve rispondere c’è sicuramente la tassa sulle multinazonali che l’Ue, in sede Ocse, ha deciso di attivare. Imposizione che viaggerà di pari passo con la web tax e che avrà impatto sui conti della mega-piattaforma.

Bruxelles intende infatti svelare dettagliatamente la sua proposta di tassazione soltanto dopo la riunione del G20 Finanze del 9 e 10 luglio a Venezia per non “interferire” nei negoziati. Starà a Jassy studiare le prime mosse per contenere il danno che, drenando risorse, potrebbe avere impatto anche sui corsi azionari di Amazon. Che però vanta un fatturato-mondo di oltre 380 miliardi di dollari. E che, forte di un utile a quota 11 miliardi e grazie alle riforme dell’ex presidente Usa Donald Trump, non ha versato negli ultimi anni un centesimo di tasse.

Questo grazie alla regola che vige negli States secondo cui i fondi investiti (ricerca e sviluppo o macchinari) sono al 100% deducibili. Un ulteriore risparmio fiscale è garantito dal sistema delle stock option ai dipendenti, cioè pacchetti di azioni al posto delle gratifiche monetarie. Anche in questo caso si tratta di fondi deducibili e il vantaggio è che più aumentano le azioni meno si paga di tasse.