Licenziati, beffa Inps-Monti: niente più sgravi per chi li assume

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Novembre 2013 15:22 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2013 15:25
Mario Monti con Elsa Fornero: il governo Monti nel 2012 ha deciso di non rifinanziare i bonus per chi assume licenziati. Il rischio è che le aziende debbano restituire gli sconti incamerati nel 2013 (LaPresse)

Mario Monti con Elsa Fornero: il governo Monti nel 2012 ha deciso di non rifinanziare i bonus per chi assume licenziati. Il rischio è che le aziende debbano restituire gli sconti incamerati nel 2013 (LaPresse)

ROMA – Fra le righe di una circolare Inps si trova una brutta sorpresa per gli imprenditori: niente più sgravi per chi assume licenziati. È un regalo del governo Monti, che nel 2012 ha deciso di non rifinanziare la “piccola mobilità”, il bonus riservato alle aziende che assumono dipendenti licenziati da piccole imprese in crisi.

Spiega Filippo Santelli su Repubblica:

“La norma garantiva contributi agevolati, il 10% anziché il 30% dello stipendio, per 18 mesi, quindi fino a novembre 2013. Ora l’impresa scopre che quel risparmio, di circa 300 euro, valeva solo per 7 mesi. E se da gennaio a oggi non è arrivata ancora nessuna indicazione precisa, la paura è che l’Inps chieda di versare la differenza. Un nuovo fondo, in realtà, ci sarebbe. A marzo il ministero del Lavoro ha stanziato 20 milioni per chi assume lavoratori licenziati da piccole o medie imprese: il bonus vale 190 euro al mese per un anno. A oggi però l’Inps non ha ancora comunicato le modalità della domanda. E in ogni caso l’incentivo non coprirebbe la coda delle assunzioni fatte nel 2012″.

Per le aziende la beffa è doppia: un’agevolazione in meno per il futuro e un costo aggiuntivo nell’immediato presente.

“Quello che le aziende non immaginavano è che fossero in pericolo anche gli sgravi sui contratti firmati nel 2012, quando lo strumento era ancora attivo. Lo hanno scoperto solo qualche giorno fa, nelle pieghe di una circolare Inps: “In via cautelare deve ritenersi anticipata al 31 dicembre 2012 la scadenza di ogni beneficio connesso a rapporti di lavoro agevolati”. Tradotto dal burocratese: “Tutti gli incentivi si sono esauriti a dicembre”. Così, in barba alla non retroattività, le imprese che per l’intero 2013 hanno calcolato stipendi con i contributi agevolati rischiano ora di dover rendere la differenza: dai 3mila ai 4mila euro ciascuna, un milione e mezzo in totale nella sola provincia di Treviso, la cui Confartigianato ha alzato per prima la voce. Due milioni e mezzo nella vicina Vicenza”.

La “piccola mobilità” era stata introdotta del 1993 e da allora veniva rifinanziata di anno in anno. Fino al 2017, quando entrerà a regime la riforma del lavoro targata Fornero, con la quale gli ammortizzatori sociali Aspi e mini Aspi garantiranno tutti allo stesso modo, ci saranno “licenziati di serie A e di serie B”, come denunciano le associazioni degli artigiani.