L’Ue ci chiede una manovra da 11 miliardi e modifche alle pensioni

Pubblicato il 29 Novembre 2011 9:22 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2011 9:22

BRUXELLES – Il governo Monti dovrà approvare subito una manovra da almeno 11 miliardi, toccando le pensioni e l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. E’ la richiesta dell’Unione europea fatta dal Commissario agli affari economici Olli Rehn e anticipata da Repubblica.

Nel dossier di sedici pagine viene spiegato punto per punto dove il presidente del Consiglio e ministro dell’Economia Mario Monti deve agire: pensioni bloccate se il Pil è negativo, redditi più bassi esclusi dal congelamento degli assegni previdenziali, interventi sui licenziamenti, riforma del pubblico impiego.

Nel rapporto Rehn si sottolinea che le debolezze strutturali dell’Italia, debito pubblico e bassa crescita, “sono precedenti alla crisi globale, non partono da essa”. Ma, nonostante le sue debolezze, “a differenza di altri Paesi l’Italia è entrata nella crisi con un alto tasso di risparmio e con un settore bancario robusto”.

Per l’Ue l’Italia ha perso la fiducia degli investitori per l’incapacità di fare le riforme strutturali evidenziata “negli ultimi dieci anni”, cioè gli anni del governo Berlusconi, nonostante i ripetuti richiami della Ue e le condizioni economiche favorevoli.

Sui conti pubblici il governo di Bruxelles conferma che il pareggio di bilancio nel 2013 “è un pre-requisito chiave per riguadagnare credibilità e migliorare le prospettive di crescita nel medio termine”. Per questa ragione l’Europa chiede al nuovo Governo una manovra da 11 miliardi di euro.

Sulle pensioni il commissario Rehn chiede “la sospensione dell’indicizzazione automatica degli assegni all’indice dei prezzi, tranne che per gli assegni più bassi, in caso di crescita negativa”. Sul mercato del lavoro è necessario “eliminare le rigidità, per esempio sostituendo l’attuale sistema di protezione attraverso il reintegro obbligatorio (in vigore per le aziende con più di 15 dipendenti) con il pagamento di un’indennità di liquidazione legata allo stipendio percepito”.

Tra le altre richieste ce ne sono alcune già fatte proprie da Monti: la lotta all’evasione, l’abbassamento dei pagamenti in contante, lo spostamento della tassazione dal reddito “ai consumi (Iva) e alle proprietà (Ici)“. Ma c’è anche una promozione per il governo Berlusconi sulla pubblica amministrazione: : “La riforma Brunetta va applicata integralmente”.

L’Europa non dimentica che per cambiare le sorti del Paese in pochi mesi il governo ha bisogno dell’appoggio dei partiti, delle parti sociali e dell’opinione pubblica. Per questo consiglia a Monti di “spiegare chiaramente e in modo convincente l’insostenibilità dei costi di un fallimento e i benefici per la società di un successo”. Anche perché il rischio default  “può aumentare rapidamente in assenza di risposte adeguate”.