Moretti vuol affidare le grandi stazioni ai privati. Che prima criticava

Pubblicato il 18 ottobre 2011 14:52 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 14:52

ROMA – Secondo Il Fatto Quotidiano, l’ad delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, vorrebbe dare le “grandi stazioni” in gestione ai privati. Scrive Daniele Martini che, per Moretti, “sarebbe opportuno che le Ferrovie dello Stato cedessero il loro 60 per cento della società ai privati che hanno il 39 per cento, diviso in tre parti uguali tra Benetton, Pirelli e Caltagirone”.

Infatti, spiega Martini, “in un’intervista al Corriere della Sera l’amministratore delle Ferrovie italiane ha annunciato che passerebbe volentieri il pacchetto di maggioranza Fs ai privati, spiegando la scelta con la considerazione che Grandi stazioni è una gallina dalle uova d’oro”.

Secondo Martini le parole di Moretti sorprendono per due motivi. Il primo è immediato: “Se Grandi stazioni è diventata un affarone come sostiene Moretti non si vede perché le Ferrovie pubbliche dovrebbero privarsene proprio ora”.

Il secondo necessita invece di un piccolo background storico: “con questa decisione Moretti ribalterebbe di 360 gradi le scelte assunte non molto tempo fa, quando volle impegnarsi in prima persona come presidente di Grandi stazioni dopo aver ingaggiato un lungo braccio di ferro con i privati che avevano nominato l’amministratore Fabio Battaggia. Moretti allora si lamentò molto dei privati accusandoli, sostanzialmente, di comportarsi come azionisti inconcludenti”.

Martini scrive poi di cosa si occupa adesso Grandi Stazioni: “Per quasi un quindicennio era riuscita a stento a ristrutturare Roma Termini per il Giubileo del 2000 accontentandosi poi di lucrare sulla gestione degli spazi commerciali ricavati. Gli altri interventi erano tutti al palo, e cioè Torino, Milano, Napoli, i due scali di Genova, Venezia Santa Lucia, Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Bari e Palermo”.

Adesso, prosegue Martini, avrebbe messo gli occhi su Tiburtina, la stazione che dovrebbe diventare il principale scalo romano sulle vie commerciali. Grandi Stazioni, spiega Martini, avrebbe voluto una prelazione sull’affidamento della stazione, ma Ferrovie dello Stato gliel’avrebbe negato.