Nordest, allarme aziende: “Speriamo immigrati non scappino”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 maggio 2018 9:34 | Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2018 9:34
Nordest, allarme aziende: "Speriamo immigrati non scappino"

Nordest, allarme aziende: “Speriamo immigrati non scappino”

ROMA – Il tasso di disoccupazione in Veneto (6,3%) è ai livelli della Germania. Segno tangibile che la ripresa è in pieno corso. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, Ladyblitz – Apps on Google Play]E tuttavia ci sono nazioni, come Repubblica Ceca, Ungheria e Romania, che contano su numeri ancora più positivi, dopo anni di crisi.

Un ‘fenomeno’, questo, che spinge la Confapi di Padova a interrogarsi: cosa accadrebbe se la manodopera dell’Est Europa che oggi riveste un ruolo importante nell’economia del veneto, spinta dai segnali di crescita, lasciasse l’Italia per rientrare nel proprio Paese?

Confapi ha esaminato i dati di Eurostat, relativi al 2017, e li ha incrociati con quelli di Veneto Congiuntura e dell’Istat, relativi alla presenza delle comunità citate nel territorio della provincia. In Veneto il tasso di disoccupazione è al 6,3%, all’incirca sui livelli di Lombardia (6,4%) ed Emilia R. (6,6%).

“Da queste statistiche – dichiara Carlo Valerio presidente di Confapi Padova al Corriere della Sera – discendono due considerazioni. La prima: la ripresa è in essere. La seconda: ci sono settori interamente occupati da stranieri. Cosa accadrebbe se queste persone rientrassero nei loro paesi di origine dove oggi esiste quell’offerta di lavoro che ieri mancava? Il tema è scomodo e può non piacere ma credo vada affrontato con più programmazione e meno demagogia”.

Nel padovano, nello specifico, le assunzioni nel 2017 hanno riguardato 88.545 lavoratori italiani e 29.175 stranieri con un saldo occupazionale positivo tra nuovi contratti e cessazioni di 6.370 posti di lavoro (4.370 a italiani, 2.000 a stranieri). La situazione è diversa in altre aree d’Italia: la regione peggiore è stata la Calabria dove il tasso di disoccupazione è del 21,6% contro l’11,2% registrato dall’Istat a livello nazionale.

Confrontando la situazione italiana con quella europea, si nota come i quadri a tinte più fosche siano quelli di Grecia (20,9%) e Spagna (16,4%) che con le loro regioni occupano le prime 10 posizioni per i valori di disoccupazione più alta. Ma quello che colpisce è che il tasso di disoccupazione in Romania è al 4,6%, in Ungheria al 3,9% e in Repubblica Ceca al 2,3%.

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