Esodati. Pensione con le vecchie regole: una speranza per gli over 62

Pubblicato il 20 Giugno 2012 11:02 | Ultimo aggiornamento: 20 Giugno 2012 11:06

ROMA – Il punto messo da Fornero sulla questione “esodati” formalizza l’ammissione alla salvaguardia di altri 55 mila lavoratori oltre i 65 mila già individuati precedentemente. Non è un punto definitivo, però, perché si cercheranno altre soluzioni e soprattutto altre risorse per gli esclusi che non possono accedere alla pensione con le vecchie regole. Una platea che da qui al 2019 conterebbe 270 mila persone, al netto dei salvaguardati attuali e considerando le cifre fornite dall’Inps.

Per molti di costoro si chiude la strada di accesso alla pensione con le vecchie regole. Questa possibilità resta in linea di principio percorribile (vanno trovati prima i soldi) per i “lavoratori interessati da accordi collettivi” sottoscritti con i ministeri del Lavoro o dello Sviluppo dopo il 4 dicembre 2011. Come gli operai Fiat di Termini Imerese. Oppure quei lavoratori over 62 anni o che abbiano maturato i requisiti pensionistici entro il 2014.

Altro approccio riguarderà i lavoratori meno anziani, per i quali si studiano forme di tutela di diverso tipo. Si proverà a estendere i trattamenti di disoccupazione, a forme alternative di sostegno all’impiego ad esempio con incentivi contributivi e fiscali. Viene presa in considerazione l’ipotesi di introdurre meccanismi di partecipazione, su base volontaria, “a lavori di pubblica utilità”. Altro rimedio l’utilizzo dei fondi interprofessionali. E ancora si studia il modo di consentire l’uscita anticipata dal lavoro rispetto alle nuove regole, ma calcolando l’assegno con il metodo contributivo, possibilità per ora riservata solo alle donne.

Riepilogando le misure che sicuramente verranno adottate al momento. Tra i 55.000 lavoratori che saranno salvaguardati rispetto all’aumento dell’età pensionabile ci saranno 40.000 lavoratori interessati a accordi di mobilità ordinaria (siglati entro il 2011), 1.600 lavoratori gia nei fondi di solidarietà, 7.400 prosecutori volontari e 6.000 lavoratori cessati (per queste ultime due categorie solo se la decorrenza della pensione è entro il 2014). Lo si legge nella tabella allegata all’informativa del ministro del Lavoro, Elsa Fornero depositata ieri in Senato.