Pensioni quota 300 mld di spesa. In pensione ti ci mando, poi arrangiati

di Riccardo Galli
Pubblicato il 3 Ottobre 2019 9:22 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2019 9:57
Pensioni quota 300 miliardi di euro di spesa. In pensione ti ci mando, poi arrangiati

Pensioni, una domanda dell’Inps in una foto d’archivio Ansa

ROMA – Pensioni quota 300. Trecento miliardi di costo, di spesa per le pensioni di Italia. Una spesa che sempre cresce: nei prossimi due anni si calcola (con confessato ottimismo) che salirà da 295 miliardi l’anno a 304 miliardi).

Quanti sono trecento miliardi? Sono il 15,9 per cento del Pil. Su cento euro di ricchezza prodotta dal paese 16 euro vanno per le pensioni. E ogni anno la percentuale, già tra le maggiori al mondo, aumenta.

Perché aumentano i pensionati. Aumentano causa invecchiamento della popolazione. Si vive di più, si sta più anni in pensione. Un po’ ad aggravare, ad appesantire la percentuale delle risorse che vanno in pensioni, ci si mette la stessa ricchezza nazionale prodotta: questa ristagna, sta ferma in quantità, se si muove lo fa al rallentatore e comunque dalla crisi del 2008 ancora non è tornata a dove era. Le pensioni invece e soprattutto i pensionati non stanno fermi, aumentano con continuità.

Ed allora ecco la politica più o meno di tutti i governi più o meno recenti: in pensione ti ci mando, ti ci mando facile. Poi, una volta che ci sei andato, ti arrangi.

Un po’ di micro storia: legge Fornero, in pensione a 66 anni mentre l’Italia ci andava in media a 59 di anni di età. Sdegno, orrore, panico da non poterci più andare sotto o almeno ai 60 anni. Anelito di massa a recuperare il diritto perduto alla pensione a 60 anni. E quindi un sacco, ma proprio un sacco, di eccezioni alla legge Fornero. Opzione donna, soluzioni di categoria, riscatto di anni figurativi, categorie esenti…Fino a quota 100: in pensione a 62 anni e 38 di contributi. In pensione a 62 anni e aspettativa di vita sopra gli ottanta di anni. Cioè in pensione per un quarto di secolo.

Tutto a posto? Tutti contenti? Ci sono una dozzina almeno di strade oggi in Italia per andare in pensione a 60 anni e poco più. E la politica e i governi le tengono sgombre e pulite. Però, però…

Però l’indicizzazione rispetto all’inflazione viene tagliata se non annullata. Però se vai in pensione con 37/38 anni di contributi, talvolta anche 35/36, la pensione si abbassa. Però se intere categorie del lavoro autonomo pagano per una vita contributi mignon poi si ritrovano una pensione nana e poi mugugnano di pensione di fame. Però c’è un mare di pensioni sotto i mille euro al mese che però sono in gran parte pensioni sotto le quali non c’è un contributo previdenziale, sono milioni le pensioni di fatto assistenziali.

Ed ecco allora quota 300 in vista nel paese dove la legge, i governi, la politica e il pubblico umore ti mandano in pensione facile. Poi arrangiati.