Poste verso la Borsa. Aumento tariffa ordinaria, consegna a giorni alterni ma solo nel 25% d’Italia

di Francesca Cavaliere
Pubblicato il 30 Giugno 2015 7:17 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2015 9:29
Poste verso la Borsa. Aumento tariffe ordinaria, consegna a giorni alterni ma solo nel 25% d'Italia

Francesco Caio. Sta guidando Poste Italiane verso la quotazione in Borsa

ROMA – Modifiche delle tariffe della posta ordinaria e consegna su schema bisettimanale a giorni alterni, ma solo per un quarto degli italiani.

Dal primo ottobre 2015 spedire una lettera costerà 95 centesimi ed entro febbraio 2017 il 25% della popolazione italiana riceverà la corrispondenza ordinaria in base allo schema di consegna bisettimanale lunedì-mercoledì-venerdì-martedì-giovedì, cioè le consegne saranno fatte in 5 giorni lavorativi su 10 giorni lavorativi, ma comunque in modo che ogni giorno della settimana sia coperta grazie allo schema bisettimanale.

Come mai l’AGCOM ha approvato una decisione apparentemente in contrasto con i principi di servizio universale?

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L’Autorità Garante per la Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) il 25 giugno ha infatti approvato le istanze di Poste Italiane, portate in 2 consultazione pubbliche a marzo, precedute da un’indagine conoscitiva sulle esigenze degli utenti e possibili scenari evolutivi a febbraio 2015, già iniziata a luglio 2014 e preceduta a sua volta da una consultazione pubblica sul servizio universale postale avviata dal Gruppo dei Regolatori Europei per i Servizi Postali (ERGP European Regulators Group for Postal Services). Con ciò ha anche permesso a Poste Italiane di aggiungere un importante tassello all’iter di quotazione in Borsa prevista per il prossimo autunno.

La decisione è stata presa sulla base del cambiamento del mercato dei servizi postali e delle mutate esigenze degli utenti e sulla base delle Legge di stabilità del 2015 che vuole il contenimento della spesa pubblica.

Come riporta il comunicato dell’AGCOM:

“Con la legge di stabilità 2015, il Legislatore ha introdotto nuove misure relative al servizio universale postale, ponendo l’accento su tre finalità: la valorizzazione di Poste italiane anche in conseguenza della riduzione del valore massimo dell’onere del servizio universale riconosciuto a Poste Italiane a partire dall’anno corrente, nel quadro del contenimento complessivo della spesa pubblica perseguito dalla manovra finanziaria; la necessità di continuare ad assicurare la sostenibilità economica del suddetto onere nei prossimi anni, a seguito della crescente contrazione dei relativi volumi postali e del conseguente lievitare dei costi di fornitura del servizio; l’esigenza di adeguare i livelli sostenibili di servizio allo specifico contesto tecnico, economico e sociale di riferimento”.

Il nuovo servizio di posta ordinaria, che avrà le funzioni di corrispondenza di base, prevede la consegna entro il quarto giorno lavorativo mentre la posta prioritaria, l’attuale corrispondenza di base, sarà sostituito da un nuovo servizio che garantirà la consegna entro il primo giorno lavorativo ed avrà un servizio accessorio di rendicontazione degli esiti della consegna.

Per la nuova posta prioritaria Poste Italiane, secondo il dettato dell’AGCOM, praticherà

“prezzi ragionevoli, trasparenti, non discriminatori e accessibili all’insieme degli utenti” seppure la stessa Autorità si riservi “la facoltà di rimodulare i prezzi ove riscontri un degrado non occasionale della qualità dei servizi”.

Non sappiamo ancora quali saranno le aree coinvolte nel nuovo piano di consegna a giorni alterni ma l’Autorità ha definito i criteri da seguire per individuare i Comuni interessati dalla misura

“ in virtù delle particolari circostanze, anche di natura geografica, che caratterizzano l’ambito del recapito postale sul territorio italiano”.

L’attuazione del recapito a giorni alterni (secondo lo schema bisettimanale, lunedì-mercoledì-venerdì-martedì-giovedì) avverrà in tre fasi successive: dal 1°ottobre 2015, quando interesserà lo 0,6% della popolazione sul territorio italiano, dal 1° aprile 2016 e non prima del mese di febbraio 2017, la fase conclusiva durante la quale dovrebbe essere interessato il 25% della popolazione.

Le Poste Italiane rimarranno comunque sotto l’occhio vigile dell’AGCOM.

“Dopo la prima fase, nel caso in cui si dovessero verificare criticità, l’Autorità ha il potere di intervenire inibendo l’ulteriore prosecuzione del recapito a giorni alterni o stabilendo particolari condizioni volte a salvaguardare la regolarità del servizio o la realizzazione degli obiettivi previsti di contenimento dei costi”.

La Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) aveva espresso la propria disapprovazione all’attuazione del provvedimento perché ciò sarebbe stato incompatibile con il recapito dei quotidiani in abbonamento perciò, per risolvere l’esigenza della corretta distribuzione dei giornali su carta stampata quale mezzo d’informazione l’Autorità ha preso in considerazione la possibilità di una soluzione ad hoc

“l’ Agcom richiederà a P.I. di formulare una proposta specifica e migliorativa che sarà trattata nell’ambito di un tavolo con MISE e Dipartimento per l’editoria della PCDM.”

Le delibere del 25 giugno dell’AGCOM riguardo al nuovo standard di servizio universale che ora si avviano al confronto con le istituzioni europee, come si legge in una nota del Presidente Angelo Cardani del 29 giugno apparsa sul sito dell’Autorità

“Sono diretta conseguenza applicativa, ancorché estremamente moderata e graduale, di obblighi introdotti dalla Legge di stabilità 2015”.

La nota si conclude con un invito del Presidente della AGCOM Angelo Cardani alle Autorità indipendenti a un confronto leale con le istituzioni, anche europee, e a rifuggire protagonismi mediatici e strumentalizzazioni di sorta.