Stop agli accordi tra Premafin e Groupama

Pubblicato il 12 Marzo 2011 16:34 | Ultimo aggiornamento: 12 Marzo 2011 16:34

MILANO – Premafin ha comunicato ufficialmente lo scioglimento degli accordi con Groupama siglati a fine ottobre dello scorso anno dopo che la Consob ha imposto ai francesi un obbligo di opa sulla stessa Premafin e sulla controllata Fonsai. La notizia è stata diffusa da Premafin attraverso una nota.

Dopo il parere della commissione guidata da Giuseppe Vegas, si legge nella nota, Premafin e Groupama ”hanno accertato il mancato verificarsi” dell’assenza dell’obbligo di opa, condizione prevista perché gli accordi potessero essere eseguiti, ”e, conseguentemente, l’intervenuto scioglimento dell’accordo stesso” a partire dall’8 marzo scorso.

Come scrive Marigia Mangano sul Sole 24 Ore, non è stato proprio un fulmine a ciel sereno: “Che l’accordo fosse implicitamente decaduto, del resto, era già scritto. Solo due giorni fa i francesi di Groupama avevano fatto intendere che i vecchi patti, nei fatti, erano tramontati. La nota, diffusa al termine del consiglio di amministrazione del gruppo francese, era chiara sul punto: il cda ha dato mandato all’amministratore delegato Jean Azema di «studiare le opzioni possibili per la negoziazione di un nuovo accordo con la famiglia Ligresti che risponda ai limiti posti dalla Consob»”.

Ma la Commissione, prosegue Mangano, “nel parere del 4 marzo, si è pronunciata per l’obbligatorietà di Opa su Premafin e a cascata su Fondiaria Sai, in quanto secondo i commissari l’operazione comporterebbe «una modifica rilevante degli assetti di controllo di Premafin», con «più soggetti agenti di concerto» che verrebbero a detenere più del 30% della finanziaria. Ad esito dell’operazione – ha inoltre indicato Consob nelle motivazioni – Groupama sarebbe il socio di maggioranza relativa di Premafin, con un’influenza rafforzata dal fatto che l’alleato Vincent Bolloré detiene il 5% della holding e che l’accordo prevede una clausola di lock up di 2 anni sulle azioni Fondiaria Sai detenute da Premafin”.

Ora, sostiene la Mangano, “come preannunciato, il gruppo francese é al lavoro per individuare una nuova strada che permetta di trattare l’alleanza con Premafin Fondiaria, evitando l’Opa. Si tratta di capire, a questo punto, se la soluzione sarà quella di un ridimensionamento della quota in Premafin oppure, alla fine, i soci d’Oltralpe decidano di stravolgere completamente il patto e di seguire altre strade”.