Rcs, Della Valle a quota 9% del capitale

Pubblicato il 18 settembre 2012 9:59 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2012 14:38

Diego Della Valle (Foto Lapresse)

MILANO – Tod’s si avvicina al 10% del Corriere della Sera: Diego della Valle ha portato infatti la sua quota in Rcs tra l’8% e il 9% del capitale. Secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, il patron della Tod’s, che lunedì ha detto di aver aumentato molto la sua partecipazione (era al 5,5%), risulta aver acquistato circa il 3% della società del Corriere della Sera. L’aumento di peso nel Corriere è stato deciso proprio nei giorni in cui Della Valle ha sparato a zero contro Sergio Marchionne e la Fiat.

”Il vero problema della Fiat non sono i lavoratori, l’Italia o la crisi (che sicuramente esiste): il vero problema sono i suoi azionisti di riferimento e il suo amministratore delegato. Sono loro che stanno facendo le scelte sbagliate”. E ancora:  ”Nessuno dell’azienda risponde”, dice l’imprenditore Diego Della Valle, tre giorni dopo il suo attacco ai vertici Fiat. ”C’e’ un governo che vuol sapere delle cose, sento addirittura di un ministro che aspetta trepidante accanto al telefono, ma questo e’ il modo di avere rispetto per il Paese? Questo e’ il modo per dimostrare correttezza. Ma questi signori cosa pensano di fare in Italia, cosa pensano di essere in Italia?”. A L’Infedele, su La7, non ha risparmiato una dose di sarcasmo: ”La Famiglia Agnelli torni a fare quello che ha sempre che ha sempre saputo fare meglio: sciate, veleggiate, belle passeggiate a Golf. E lasci i problemi dell’Italia alle persone serie”.

Domenica scorsa, sul Fatto Quotidiano, Giorgio Meletti ha dedicato un ritratto a Della Valle:

Della Valle è la dimostrazione vivente che viviamo in un sistema dove il potere, e non il mercato, a dominare. Perché è lui stesso a denunciarlo dal pulpito dell’eccezione che conferma la regola. Veramente ricco, con la Tod’s che gli sforna profitti per decine di milioni ogni anno, e con i soldi fatti in giro per il mondo, può permettersi di dire quello che pensa. Il suo vero lusso non sono le scarpe che produce, ma il privilegio di poter definire Antonio Fazio “scandaloso”, di dirgli “vergognati, vattene a casa” quando ancora tutta la classe dirigente (imprenditori, banchieri , politici) lo temevano; di chiamare i due uomini più potenti d’Italia, i banchieri Giovanni Bazoli e Cesare Geronzi, “arzilli vecchietti”; di definire Silvio Berlusconi all’apice del potere “uomo sull’orlo di una crisi di nervi”; di dare del “ragazzino” a John Elkann, intoccabile nipote dell’avvocato Agnelli.

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