Rimpallo partiti-governo sulle banche

Pubblicato il 14 Marzo 2012 20:21 | Ultimo aggiornamento: 14 Marzo 2012 21:00

ROMA – Le forze politiche della maggioranza si dichiarano disponibili a correggere la norma che azzera le commissioni bancarie ma nessuno si offre di fare il primo passo. E cosi', la soluzione che dovrebbe evitare al sistema creditizio un salasso da 10 miliardi di euro in mancati ricavi, dovra' arrivare dal governo. Cosi' almeno hanno preventivato Pdl, Pd e Terzo Polo che oggi hanno incontrato i vertici dell'associazione bancaria italiana per provare a mettere a punto una soluzione ragionevole. Domani pomeriggio il presidente del Consiglio Mario Monti e' atteso alle Commissioni Attivita' produttive e Finanze della Camera e subito dopo incontrera' a palazzo Chigi i leader della maggioranza, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. In Parlamento gli verra' formalizzata la richiesta delle forze politiche: un decreto legge integrativo che corregga 'il pasticcio' sulle commissioni.

E la risposta fara' presumibilmente parte del menu' degli argomenti che saranno discussi nella cena tra il premier e i leader di maggioranza. Anche se gia' da oggi il governo 'apre' ad una soluzione. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, si dice pronto ad ''accogliere'' le ''indicazioni'' del Parlamento in tema di liberalizzazioni, ''di cui terra' conto nei prossimi provvedimenti normativi''.

Il problema, tuttavia, resta quello della formalizzazione della richiesta al governo. Nessuno dei partiti si vuole intestare una richiesta di salvataggio delle banche e, in un clima deteriorato nei rapporti all'interno della maggioranza, nessuno fa sconti a nessuno. Il nodo delle commissioni ''e' un tema che non ci appassiona'' chiarisce il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Certo il suo partito non si opporra' a chi si prendera' la briga di risolvere il caso: ''Se c'e' da correggere norme per noi non ci sono problemi.

Se ne occupi il governo se lo vuole fare''. Ed anche dal Pd, artefice dell'emendamento che reso nulle le commissioni, glissa. ''Noi abbiamo dato la nostra disponibilita''' ad un intervento del governo spiega la capogruppo al Senato, Anna Finocchiaro, ricordando che ''cosi' ha fatto anche il Terzo Polo. Ora siano gli altri gruppi della maggioranza a pronunciarsi in maniera esplicita: ma vedo che nel Pdl ci sono delle incertezze''.

Ed anche Casini si limita ad osservare che la ''norma e' sbagliata e va rimossa'' e che per farlo si puo' immaginare un ordine del giorno in cui si chiede al governo'' di intervenire.

Che sia un ordine del giorno o una risoluzione bipartisan e' ancora da vedere, perche' il problema resta la firma in calce ad un provvedimento che aiuta un settore su cui, come dice l'amministratore delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni, aleggia '''un clima di diffidenza e a volte di ostilita''.

Tant'e' che gli incontri di oggi con i vertici dell'Abi sono stati rivendicati da tutti come un'occasione per pretendere dal sistema creditizio un impegno maggiore sul credito a famiglie e imprese. Per l'Abi la giornata di confronto e' stata invece fruttuosa: ''C'e' stata attenzione.

Si va verso una soluzione del problema, sia pure con diverse sfumature tra i diversi partiti'' dice il presidente Giuseppe Mussari che ha ricevuto il sostegno dell'esecutivo dell'associazione che congela, cosi', le dimissioni presentate da tutto il comitato di presidenza dopo la norma 'azzera-commissioni'.

Norma che per l'Abi sarebbe addirittura incostituzionale in quanto priva di copertura: ''le commissioni producono alla fine della catena un cospicuo gettito per lo Stato. Abolirle significa tagliare quel gettito''osserva il vicepresidente Antonio Patuelli.

Lo stesso congelamento delle dimissioni provoca poi una nuova frizione tra le banche e il Palazzo: la decisione dell'Abi e le rassicurazioni di Mussari suonano in Parlamento come la conferma di un via libera del governo. Che deve cosi' precisare: quella sulle commissioni e' una norma votata dal Parlamento e sta al Parlamento intervenire:''se ritiene di modificarla noi siamo ben lieti di farla'' chiarisce De Vincenti.

Un eventuale decreto, infine, difficilmente potra' contenere norme diverse da quelle necessarie a correggere la norma azzera-commissioni. Oggi il relatore al dl liberalizzazioni, Cosimo Ventucci aveva annunciato la richiesta al governo di un decreto integrativo sulle banche ma anche sulle farmacie e sulle assicurazioni. ''Il decreto non dovra' riguardare nessun altro nodo'', dice la presidente del gruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro che aggiunge: ''Gia' cosi' abbiamo difficolta' non piccole''. E anche il Pdl concorda su questa linea.