Giù il sipario. Questa sera chiude il “Salone Internazionale del libro “ di Torino (14-18 maggio), edizione n.38, la più importante fiera del libro e della cultura.
Tema centrale di questa edizione era “Il mondo salvato dai ragazzini”, omaggio alla scrittrice Elsa Morante; un’opera del 1968 che evoca “la possibilità di essere molteplici, grandi e poetici”, come ha detto Annalena Benini, direttrice editoriale della manifestazione ospitata al Lingotto Fiere del capoluogo piemontese.
Luci e ombre
Come puntualmente si registra in tutti (o quasi) gli appuntamenti editoriale – in primis il Festival della letteratura di Mantova – anche a Torino le cinque giornate del Salone hanno visto di tutto applausi,

Polemiche, critiche (“Dimenticato Giuseppe Berto, lo scrittore più letto”), il trionfo del Book Tok (“seduce i giovani tanto da staccarli dagli smartphone”), proteste per i costi di ingresso, eventi, cibo (“Qui una famiglia spende troppo”), fischi al ministro Giuli arrivato in ritardo (lo ha aspettato anche Massimo Cacciari).

Ma anche tanta soddisfazione per il record di affluenza (40 mila visitatori nella sola giornata inaugurale)e per l’aumento di lettori (15-74 anni). Dati che in qualche misura alleggeriscono la crisi della editoria, il crollo della carta stampata, la sofferenza del mercato libraio(si stampano molti più titoli di quanti il mercato riesca ad assorbire), la scarsa propensione alla lettura degli italiani.
A ciò si aggiunge un cambiamento delle abitudini: i giovani prediligono supporti digitali , vogliono fruire di contenuti brevi o multimediali. Di questo ed altro ancora si è discusso al Salone.
Ospiti nazionali e internazionali
Numerosi anche quest’anno gli ospiti provenienti dall’Italia e dal mondo. In particolare il Salone ha esplorato a fondo l’universo femminile. Alle donne è stato riservato un ampio spazio parlando di diritti e ricostruendo storie personali. Sono intervenute anche Luciana Litizzetto, Paola Cortellesi.
Tra i personaggi maschili i più gettonati sono risultati Roberto Baggio, Alessandro Baricco, Alberto Angela, Jovanotti, Nicola Piovani, Alberto Tomba, Roberto Saviano.
Tra gli stranieri particolarmente apprezzato il premio Nobel (ungherese) Laszlo Krasznahorkai che ha detto: ”Scrivo nuovi libri solo per correggere quelli orrendi del passato”.
Fiorello, Sgarbi e Lino Banfi
Tre ospiti acclamati. Fiorello ha regalato raffiche di battute, una persino dedicata a Sal Da Vinci:” Purtroppo all’Eurovision non ce l’ha fata, noi gli siamo vicini, facciamogli un grande applauso”.
Ha poi rivolto un appello ad Amadeus:” Sarebbe il caso che tornassi a casa. Non se la passa bene, dai Ama, torna in Rai”. Quasi 2 minuti di applausi per Vittorio Sgarbi che mancava dal Salone da 2 anni.
E’ intervenuto per presentare il suo ultimo libro ( “ Il cielo più vicino. La montagna nell’arte”). Inevitabile un riferimento alla Biennale di Venezia e sul ruolo di arte e artista.
Infine Lino Banfi che a 90 anni ha raccontato la parte più intima e profonda della sua vita. Ha detto:” È la prima volta che mi fanno fare la figura dell’intellettuale, come se io fossi uno che scrive chissà quanti libri. E poi io non miro al Premio Strega ma almeno al premio Sambuca”.
