Salvataggio Tirrenia: la Cin fa sul serio, ma il tempo stringe. I sindacati: “Sciopero il 22 novembre”

Pubblicato il 10 Novembre 2010 11:40 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2010 11:40

Dovevano essere tanti e sono rimasti in tre. Sempre meglio della prima volta, quando, per parafrasare Agatha Christie “non ne rimase nessuno”. Stavolta, invece, per il salvataggio della Tirrenia i tre armatori napoletani Gianluigi Aponte, Vincenzo Onorato ed Emanuele Grimaldi sembrano voler fare davvero sul serio. Al punto, come scrive il Corriere della Sera, di accantonare il loro passato da “nemici” in affari e unirsi per creare una società, la Cin, Compagnia Italiana di Navigazione,  che ha il compito di rilevare la società agonizzante.

Il quotidiano milanese va con la memoria ai turbolenti giorni del salvataggio di Alitalia, quando i giornali erano pieni di parole come Cai, prestito ponte, aiuti di Stato e bad company.  Onorato, patron del gigante dei traghetti Moby, spiega che questa volta sarà diverso e che la cordata salverà “contratti e occupazione” prendendo tutto “l pacchetto Tirrenia, tranne la Siremar”.

La nuova società, spiega il Corriere, “sarà controllata inizialmente in quote paritetiche dai tre armatori con Onorato e Grimaldi che parteciperanno con le rispettive società operative e Aponte che deve ancora sciogliere il nodo se entrare con la holding Marinvest o attraverso Grandi Navi Veloci. Non è escluso che in una seconda fase la cordata possa allargarsi ad altri soggetti per lo più finanziari a seconda delle necessità dettate dall’offerta finale per Tirrenia. È attesa per domani o al massimo per giovedì la comunicazione da parte del commissario straordinario Giancarlo D’Andrea dei soggetti ammessi alla due diligence dopo che nella prima fase erano state presentate 26 manifestazioni di interesse (tra cui anche quella della cordata Mediterranea guidata da Raffaele Lombardo della Regione Sicilia)”.

Di certo i sindacati non sono ancora rassicurati. Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti hanno deciso di dichiarare congiuntamente uno stop di 24 ore, lunedì 22 novembre, di tutti gli addetti della società di proprietà dell’azionista pubblico Fintecna. La questione che allarma i sindacati è la cassa integrazione di 722 marittimi. Anche l’Ugl si allinea alla protesta e per bocca del segretario nazionale dell’Ugl Mare Pasquale Mennella aderisce allo sciopero.

Qualcosa, però, seppur lentamente però si muove. La prima gara, dopo tante manifestazioni di interesse era di fatto andata deserta e alla fine era rimasta solo la cordata Mediterranea guidata dal presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. L’Europa, per ora sembra darci tempo e si limita ad osservare la situazione. Non sarà così all’infinito: la Tirrenia non può rimanere statale e, quindi, il tempo stringe.