Spread: 2 mesi da brivido. Da Berlusconi a Monti

Pubblicato il 27 Dicembre 2011 19:08 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2011 19:08

ROMA – Sono stati due mesi di passione per i titoli di Stato italiani, con lo spread (parola ormai entrata anche nel gergo da bar) continuamente in altalena sulla temuta soglia dei 500 punti.

Il differenziale tra i buoni del Tesoro italiani decennali e gli equivalenti bund tedeschi e' stato il vero protagonista della scena economica, ma anche di quella politica: dalle voci di un passo indietro di Berlusconi, fino alle dimissioni del premier, alla nomina di Mario Monti e al varo della manovra.

Il record di 574 punti, precedente alle dimissioni di Berlusconi, appare ancora lontano ma il differenziale tra titoli italiani e tedeschi e' tornato costantemente sopra i 500 punti.

– 7 NOVEMBRE: Lo spread arriva fino a 490 ma ripiega a 471 sulle indiscrezioni di un possibile addio di Berlusconi, che pero' smentisce con il differenziale che riprende immediatamente quota

– 9 NOVEMBRE: E' il giorno fatidico: per la prima volta viene infranta la soglia dei 500 punti. E la corsa non ha freni: lo spread arriva rapidissimamente al record storico di 574 punti. Nella tempesta perfetta che si abbatte sull'Italia, il tasso di rendimento e' al 7,47% e Piazza Affari perde quasi il 4%.

– 11 NOVEMBRE: Le dimissioni di Berlusconi sono a un passo e sempre piu' concreta si fa l'ipotesi Monti. Il differenziale tira il fiato e scende a 460 punti.

– 14 NOVEMBRE: Berlusconi si e' dimesso sabato 12 e Napolitano ha dato domenica l'incarico al nuovo premier. Mosse che pero' non bastano: lunedi' lo spread e' ancora a 500 punti.

– 16 NOVEMBRE: Arriva il governo Monti. I ministri giurano al Quirinale, ma per i Btp non c'e' pace. Il differenziale sale a 530, con il rendimento ancora al 7%.

– 17 NOVEMBRE: Si tira il fiato a 494 punti e al 6,84% di rendimento. Con le riforme – assicura Monti – lo spread calera'. Previsione che si rivelera' corretta a breve distanza.

– 23 NOVEMBRE: Giornata ancora da dimenticare. I mercati non credono all'efficacia del nuovo esecutivo. Il decennale sale di nuovo a 504. Per il Btp a 2 anni i segnali sono drammatici: spread a 700 punti e rendimento al 7,2%.

– 28 NOVEMBRE: Altra soglia superata: e' quella dell'8% per i Btp a due anni.

– 30 NOVEMBRE: Le banche centrali di mezzo mondo intervengono pesantemente per aumentare la liquidita'. Le Borse festeggiano e lo spread scende a 474. Il rendimento paga pero' ancora il 7%.

– 1 DICEMBRE: Il varo delle misure e' alle porte e si fanno sempre piu' concreti gli impegni dell'Europa per un accordo sulla riforma dei trattati e l'unione di bilancio. I mercati ci credono: lo spread scende a 447, il rendimento al 6,65%.

– 5 DICEMBRE: All'indomani della manovra il differenziale scende sotto i 400 punti, sui 370, con un tasso che torna sotto il 6% per la prima volta da fine ottobre.

– 7-8 DICEMBRE: Alla vigilia del Consiglio Europeo lo spread supera nuovamente i 400 punti, per attestarsi a 444 punti l'8 dicembre. – 9 DICEMBRE: Il Consiglio Europeo registra i distinguo di Londra, ma lo spread chiude in calo, a 421 punti.

– 12 DICEMBRE: Il differenziale prosegue la sua salita. Torna a 453 punti, dopo l'asta dei Bot ad un anno che hanno segnato un calo di rendimento.

– 16 DICEMBRE: La Camera approva la manovra Monti. Lo spread, partito da 443 punti, si attesta sui quota 450 punti.

– 19 DICEMBRE: Lo spread italiano torna nuovamente sopra la soglia dei 500 punti, fino a 518 punti. Calano le borse europee sui timori di un taglio del rating francese.

– 23 DICEMBRE: L'ok finale alla manovra-Monti non calma i mercati: il giorno dopo lo spread, in clima pre-natalizio, si attesta a 515 punti. A differenza del passato, pero', la Bce non e' sul mercato per l'acquisto di titoli.