Maxi piano del Fmi da 600 miliardi per salvare l’Italia

Pubblicato il 27 Novembre 2011 11:54 | Ultimo aggiornamento: 27 Novembre 2011 20:12

Fmi ROMA – Un piano del Fondo Monetario Internazionale da 600 miliardi per l’Italia. E’ questo il retroscena svelato da La Stampa: un vasto programma di aiuti finanziari che ”potrebbe avere un valore compreso fra 400 e 600 miliardi di euro al fine di dare al Governo Monti 12-18 mesi di tempo per fare le necessarie riforme”. Con tassi ”fra il 4-5%”, cioè ”condizioni assai migliori rispetto ai mercati”, dove si viaggia sopra il 7% da tempo.

Secondo il quotidiano ”vi sarebbe stata almeno una conversazione telefonica tra Monti e il direttore del fondo, Christine Lagarde, per dar seguito a quanto deciso a Cannes”, quando erano state decise le ispezioni del Fmi a Roma.

Paolo Guerrieri, economista della Sapienza e del College of Europe di Bruges, in un’intervista sempre per La Stampa, spiega che l’intervento dell’Fmi è inevitabile, ma non basta. “C’èun rischio grave a breve di crisi di liquidità su tutta la zona che incombe e che riguarda sia gli Stati sovrani sia le banche. E sconcerta che il governo tedesco continui a ritenere di poter educare gli altri a tenere i conti in ordine”’.

“Siamo entrati nella terza fase della crisi europea, – continua Guerriere – quella che ha infettato il nocciolo e che potrebbe segnare la fine dell’euro. Prima gli investitori abbandonavano l’Italia e la Grecia per comprare in Germania, oggi scappano dall’Europa”.

Finora la risposta dei governi, ”in primo luogo quello tedesco”, è stata ”insufficiente, ai limiti della provocazione”. Adesso, sottolinea, ”bisogna rendersi conto che non ci sarà una quarta fase, se non si interviene con misure adeguate”.

”Sommando le risorse che possono metterci l’Fmi e l’Efsf e facendo conto su un’intensificazione delle attività attuali della Bce, si deve garantire a Spagna e Italia il tempo necessario per fare le riforme”, afferma l’economista. ”La recessione ormai è arrivata in Italia e arriverà in tutto il continente. Ha pienamente senso, dunque, in vista del Consiglio Ue, che si faccia questo, insieme alla riforma dei Trattati”.

Per Guerrieri ”si può approvare in tempi brevi una maggiore coesione a livello fiscale, così la Germania sarà accontentata nel suo obiettivo di costringere i Paesi più deboli a ravvedimenti non più a breve. Ma contestualmente – sottolinea – bisognerebbe anche procedere alla creazione di Eurobond. E’ importante che la Germania capisca che sono parte della soluzione del problema e che non ha senso prevederli dopo la crisi”.