Standard & Poor’s conferma rating BBB a Italia, ma l’outlook è negativo. Salvini: “Film già visto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 ottobre 2018 23:00 | Ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2018 9:32
Standard & Poor's conferma rating BBB a Italia, ma l'outlook è negativo. Salvini: "Film già visto"

Standard & Poor’s conferma rating BBB a Italia, ma l’outlook è negativo. Salvini: “Film già visto”

ROMA – Confermato il rating dell’Italia a BBB, ma l’outlook è rivisto al ribasso da stabile a negativo. Come previsto, dopo la bocciatura di Moody’s una settimana fa anche il verdetto dell’agenzia Standard & Poor’s è arrivato puntuale, alla chiusura dei mercati. Il giudizio sul lungo termine resta fermo a BBB, quindi a due classi dal non investment grade, ma la valutazione sull’outlook, cioè le previsioni sul Paese, non sono rosee: gli analisti di Standard & Poor’s “non si aspettano più” che il debito italiano rispetto al Pil continui a calare. “Un film già visto“, è il commento sprezzante del vicepremier Matteo Salvini. “Le agenzie di rating – ha detto – non si sono accorte della crisi mondiale? In Italia non saltano né banche né imprese”. 

Per giustificare il downgrade dell’outlook l’agenzia di rating sottolinea che a suo avviso “il piano del governo si basa su stime del Pil ottimiste”. ”A nostro avviso, il piano economico del governo rischia di indebolire la performance di crescita dell’Italia”. Tant’è che l’agenzia rivede al ribasso anche le stime di crescita per l’Italia all’1,1% per quest’anno e il prossimo, precisando che in precedenza aveva previsto una crescita dell’1,4% per tutti e due gli anni.

Il piano del governo, aggiunge S&P, ”rappresenta un’inversione” rispetto al precedente consolidamento di bilancio e in parte torna indietro sulla precedente riforma delle pensioni. Il governo italiano ha deciso di annullare in parte la legge Fornero: dato l’importante cambiamento demografico in corso in Italia, ”la misura del governo, se attuata in pieno, invertirà a nostro avviso i guadagni della precedente riforma e minaccia la sostenibilità di lungo termine dei conti pubblici”.

L’agenzia di rating conferma pure i timori sulle banche. L’aumento dei rendimenti sui titoli di Stato italiani ha effetti negativi sull’accesso delle banche ai finanziamenti sul mercato dei capitali: ”Un ulteriore aumento dei rendimenti potrebbe ridurre la capacità delle banche di finanziare l’economia italiana”.

Iniziata con la bocciatura da parte di Bruxelles della manovra gialloverde, la settimana si chiude così con un verdetto che consegna all’agenzia statunitense il potere di un probabile declassamento nei prossimi 24 mesi. Il governo continua a ribadire di non voler cambiare una virgola della strategia di politica economica e fa mostra di grande sicurezza: “Non li temiamo”, aveva già anticipato all’ora di pranzo il vicepremier M5S Luigi di Maio parlando delle agenzie di rating e scegliendo nel frattempo di andare allo scontro con il governatore della Banca centrale europea Mario Draghi. “Siamo in un momento in cui bisogna tifare Italia – ha detto – e mi meraviglio che un italiano si metta in questo modo ad avvelenare il clima ulteriormente”. 

La partita certo resta complicata, anche per i toni accesi scelti dagli alleati, non è però detto che non diventi più forte la spinta a qualche ritocco, almeno sulle banche.