Tasi unica rata 16/12, no Tasi su negozi, 80 euro anche a…emendamenti dl Irpef

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2014 19:42 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2014 19:44
Tasi unica rata 16/12, no Tasi su negozi, no 26% rendite se...emendamenti dl Irpef

Crozza imita Renzi e parla del decreto Irpef (foto da video)

ROMA – Tasi in unica rata da pagare entro il 16 dicembre, niente Tasi su magazzini sfitti in vendita e su locali per esercizi commerciali. Sono le più rilevanti novità contenute negli emendamenti al decreto Irpef: il decreto dovrà passare il vaglio delle commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Il contenuto degli emendamenti è stato anticipato dall’agenzia di stampa Public Policy. Gli emendamenti sulla Tasi sono stati firmati da tutti i principali partiti, escluso il Movimento 5 Stelle.

Tra le altre proposte, da segnalare un emendamento del Nuovo Centrodestra che chiede di estendere il bonus degli 80 euro per famiglie monoreddito con figli a carico, con un reddito fino a 50mila euro l’anno. Sempre Ncd chiede più deduzioni Irap per le imprese.

Il Pd invece propone che l’aliquota sulle rendite finanziarie inferiori ai 10mila euro non sia del 26% (come è stata aumentata di recente). Questo se le rendite fanno parte di un piano di risparmio individuale.

Queste le proposte nel dettaglio

Tasi in unica rata entro il 16 dicembre

Per il primo anno di imposta, ovvero quello in corso, prevedere il pagamento della Tasi in un unica rata, per tutti gli immobili, entro il termine del 16 dicembre 2014. Lo propongono Pd, Lega, Gal, Sc, PI, FI. Altri emendamenti bipartisan prevedono di non applicare sanzioni e interessi nel caso di omesso o insufficiente versamento della prima rata Tasi dovuta per il 2014, qualora il relativo importo sia versato entro il 16 dicembre 2014.

No Tasi per magazzini sfitti in vendita

Esentare dalla Tasi i fabbricati che costituiscono ‘magazzino’, ovvero gli edifici costruiti e destinati alla vendita ma che nel frattempo rimangono magazzini e non sono affittati. Questa una proposta contenuta in diversi emendamenti al dl Irpef presentati da Pd, Lega, Gal, Forza Italia, PI.

No Tasi sui beni strumentali

Totale esenzione dalla Tasi per gli immobili non produttivi di reddito fondiario, ovvero quelli relativi ad imprese commerciali e quelli che costituiscono beni strumentali per l’esercizio di arti e professioni. O, in alternativa, niente aumento dell’aliquota base Tasi fino a un massimo dello 0,8 per mille (prevista nel dl Salva Roma ter) per questi stessi immobili. Le proposte, sia per esentare totalmente gli immobili strumentali dalla Tasi sia per evitargli i previsti aumenti che possono essere disposti dai Comuni, sono di Pd, Gal, FI, Lega, Sc, PI.

Tasi: modello unico nazionale

Modello di dichiarazione unico nazionale per il pagamento della Tasi, stabilito con decreto del Mef, di concerto con l’Anci. Questa la proposta contenuta in alcuni emendamenti bipartisan presentati al dl Irpef da Pd, PI, FI, Sc, Gal

Ncd: Bonus monoreddito con figli a carico

Un bonus Irpef di 80 euro progressivo a rialzo per i lavoratori dipendenti che hanno redditi anche fino a 50mila euro annui ma sono monoreddito con coniuge e figli a carico. Questa la proposta di introduzione del quoziente familiare fatta da Ncd con un emendamento presentato da tutto il gruppo al dl Irpef. L’emendamento prevede, oltre ai bonus Irpef stabiliti dal decreto, un bonus di 640 euro annui (80 euro al mese) anche per chi ha un reddito di lavoro dipendente complessivo tra 24mila e 31mila euro, monoreddito con coniuge e almeno due figli a carico e per chi ha un reddito tra 24mila e 50mila euro monoreddito con coniuge e con almeno quattro figli a carico.

Nella proposta di modifica viene poi previsto un bonus più alto, di 649 euro (81,12 euro al mese), in favore di chi ha un reddito annuo da lavoro dipendente tra 24mila e 40mila euro annui ed è monoreddito con tre figli a carico. L’emendamento stabilisce anche che a queste categorie il bonus Irpef si applica per intero. Per la copertura, Ncd individua un maggiore contributo chiesto alle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano che dovrebbero versare alle casse dello Stato 600 milioni quest’anno invece dei 500 stabiliti dal decreto, 765milioni nel 2015 e 750 milioni di euro nel biennio 2016-2017.

Ncd: Più deduzioni Irap

Deduzioni Irap aumentate per le società in nome collettivo e in accomandita semplice e per le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni. L’emendamento, presentato da Ncs, prevede di aumentare di 5,500 euro le deduzioni (fissate a 10.500 euro) se la base imponibile non supera euro 180.759,91; di aumentarle di 4,875 euro se la base imponibile supera euro 180.759,91 ma non euro 180.839,91; di aumentarle di 4,250 euro se la base imponibile supera euro 180.839,91 ma non euro 180.919,91; di 3.625 euro se la base imponibile supera euro 180.919,91 ma non euro 180.999,91.

Ncd nello stesso emendamento prevede la possibilità per le imprese di rivalutare i beni risultati dal bilancio dello scorso anno e di far pagare in due rate (invece che in una unica) l’imposta sostitutiva per la rivalutazione dei beni di impresa, al 31 agosto 2014 e al 30 novembre 2014, senza pagamento di interessi e con possibilità di compensazione. A copertura della modifica, così com’è per l’emendamento sul quoziente familiare Ncd prevede di aumentare i versamenti alle casse pubbliche da parte delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano a 1,06 miliardi nel 2015 e 1 miliardo dal 2016 al 2017.

Pd: tagli a Rai pari a 50% recupero da evasione canone

Ridurre i tagli alla Rai dai 150 milioni di euro previsti nel testo del dl Irpef a una cifra pari al 50% “delle somme ricavate dal recupero dell’evasione del canone” nel 2014. Questa la proposta di Salvatore Margiotta (Pd)

Pd: garantire una sede Rai in ogni regione

Si va dalla richiesta di soppressione di tutto l’articolo del dl Irpef che interviene sulla Rai e richieste di tutele per le sedi regionali. Sono diversi gli emendamenti presentati dal Pd. Uno, a prima firma Ruta e Zavoli, sopprime i commi 1 e 2 dell’articolo 21 del decreto che prevede l’abolizione dell’autonomia finanziaria per le sedi regionali della Rai e la definizione di un nuovo assetto territoriale da parte di Rai Spa.

Altri due emendamenti Pd prevedono di eliminare il comma che prevede appunto questo riassetto. Due richieste di modifica, firmate da diversi senatori del Pd, chiedono appunto di sopprimere tutto l’articolo, mentre un altro, a prima firma Francesco Russo, chiede di specificare che il servizio pubblico debba garantire “l’informazione pubblica a livello nazionale e regionale attraverso la presenza in ciascuna regione e provincia autonoma, di proprie redazioni e strutture adeguate alle specifiche produzioni”.

Pd: no aliquota 26% su risparmi individuali sotto il 10mila euro

Sono fatti salvi dall’aumento dal 20 al 26% della tassazione sulle rendite finanziarie “i piani individuali di risparmio, costituiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di imprese commerciali mediante il conferimento ad intermediari o ad imprese di assicurazione di somme o valori da versare anche in unica soluzione, di importo non superiore a 10mila euro per ogni anno di durata del piano, con l’impegno a detenerli per un periodo di durata ininterrotta non inferiore a 5 anni”. Lo stabilisce un emendamento del Pd, a firma Clausio Moscardelli.