Tasse (entrate fiscali) aumentano, ma solo grazie ai lavoratori dipendenti

di Dini Casali
Pubblicato il 6 marzo 2019 11:02 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2019 11:04
Tasse (entrate fiscali) aumentano, ma solo grazie ai lavoratori dipendenti

Tasse (entrate fiscali) aumentano, ma solo grazie ai lavoratori dipendenti

ROMA – A proposito di tasse, l’Istat certifica che a sostenere l’aumento delle entrate fiscali registrato nel 2018 è il contributo di lavoratori dipendenti e pensionati. Un incremento degli incassi (463,2 miliardi) stimato all’1,7% raggiunto l’anno scorso solo grazie alle ritenute Irpef dei dipendenti, cioè quelli con ritenuta alla fonte senza nessuna opportunità, in sostanza, di eludere, occultare, evadere.

Le imposte dirette ammontano a 247.631 milioni di euro, con una crescita tendenziale di 2.011 milioni di euro (+0,8%) sostenute, in particolare, dalla dinamica delle ritenute IRPEF da lavoro dipendente e da pensione con un incremento complessivo di 5.537 milioni di euro (+3,8%). Sul risultato hanno influito la dinamica dell’occupazione che è cresciuta nel corso del 2018 dello 0,9%, la dinamica delle retribuzioni lorde pro-capite che sono aumentate dell’1,7% e la dinamica dei redditi da lavoro dipendente che sono cresciuti del 3,3% (fonte istat).

L’andamento dell’autoliquidazione IRPEF (-744 milioni di euro, -3,5%) è influenzato principalmente dai minori versamenti a saldo (-571 milioni di euro, -9,2%). Il gettito dell’imposta sul reddito delle società evidenzia una flessione del 7,2% determinata dagli effetti finanziari derivanti dalla riduzione dell’aliquota Ires dal 27,5% al 24% e degli effetti dell’applicazione del c.d. superammortamento e iperammortamento.

Il gettito delle altre imposte dirette segna una riduzione di 930 milioni di euro pari a -8,7%, principalmente per la diminuzione delle entrate in conto capitale derivanti dall’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero (-692 milioni di euro, pari a -72,4%). La cedolare secca sugli affitti ha segnato un gettito di 2.790 milioni di euro (+227 milioni di euro, apri a +8,9%); l’ imposta sostitutiva per la rideterminazione dei valori di acquisto delle partecipazioni non negative ha segnato un gettito di 1.281 milioni di euro (+331 milioni di euro pari a +34,8%) e l’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione che ha registrato un gettito di 930 milioni di euro ( +260 milioni di euro pari a +38,8%).

Le imposte indirette ammontano a 215.665 milioni di euro, con una crescita tendenziale di 5.641 milioni di euro (+2,7%). Alla dinamica favorevole ha contribuito principalmente il gettito dell’IVA (+3.859 milioni di euro, +3,0%) nella componente di prelievo sugli scambi interni +3.018 milioni di euro. L’Iva versata sulle importazioni di oli minerali rappresenta oltre il 30 % del gettito totale. Il gettito dell’IVA sugli scambi interni cresce del 2,6% rispetto al 2017.

La dinamica registrata è stata condizionata dall’ampliamento della platea dei contribuenti soggetti all’applicazione dello split payment (art.1 del D.L. n.50/2017). La norma sopra richiamata ha esteso l’ambito applicativo dello split payment alle operazioni – per le quali è emessa fattura a partire dal 1° luglio 2017 – effettuate nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni inserite nel conto economico consolidato, delle società controllate da pubbliche amministrazioni centrali e locali, nonché delle società quotate incluse nell’indice Ftse Mib. I primi sette mesi dell’anno 2018 hanno registrato delle variazioni non omogenee rispetto all’anno precedente. Dal mese di agosto con la sincronizzazione delle due annualità la variazione rispetto al 2017 si è mantenuta costantemente intorno al 2%.