Meno tasse! Già fatto…da soli. L’Italia del piangi e fotti nasconde 275 miliardi

di Lucio Fero
Pubblicato il 3 Giugno 2011 14:27 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2011 14:27

ROMA-Meno tasse, meno tasse…In tanti lo hanno già fatto, da soli. Si sono portati avanti con il lavoro, soprattutto nel 2010: è stata una delle “risposte” italiane alla crisi. “Meno tasse!” è il pianto italiano e più evasione fiscale per asciugarsi le lacrime: è l’Italia del piangi e fotti. “Fotti” il fisco, alla grande: 275 miliardi di redditi non dichiarati. La stima è di chi, per conto del governo, sta studiando se, come, dove e quando è possibile cambiare le tasse agli italiani. Quattro “tavoli” di studio e ricerca voluti da Tremonti, l’Istat, i tributaristi, gli economisti, i dati di Bankitalia, della Agenzia delle Entrate…Risultato: 2093 euro di soldi “fottuti” al fisco pedr ogni contribuente. Si sapeva, ma ora si sa un po’ di più: più lo Stato recuperare imponibile e gettito dagli evasori, più si allarga la quantità dell’evasione. E’ una corsa tra guardie e ladri, se le guardie accelerano, i ladri però si moltiplicano.

Ladri, perché di furto si tratta, anche se di furto di massa. Il “bottino” di un anno è calcolabile in circa settanta miliardi, calcolo per difetto. Infatti 275 miliardi di reddito imponibile nascosto significano settanta miliardi circa di tasse non incassate. Settanta miliardi: ci si paga più o meno tutti gli interessi di un anno sul debito pubblico. Ci si pareggia alla grande il deficit di spesa di un anno. Ci si paga la manovra in arrivo di quaranta miliardi e ne restano trenta per la scuola, i precari… “Meno tasse!” e in tanti, tantissimi si sono portati avanti con il lavoro, lavoro di ladri: questo ramo del crimine è “anti ciclico”, più c’è crisi più aumenta il suo “fatturato”. I lavoratori autonomi nascondono al fisco il 56,3 per cento dei loro redditi reali. I proprietari di casa che affittano nascondono al fisco l’83,7 per cento dei loro guadagni. Il sistema fiscale che consente ai lavoratori non dipendenti di dichiarare i loro redditi salvo poi verifica di fatto consente a queste categorie di evadere la metà se non più delle tasse dovute. La media di 2093 euro a testa è una media bugiarda perchè tarata su tutti i contribuenti, lavoratori dipendenti compresi.

Lavoratori dipendenti che evadono poco o nulla non perché sono buoni e onesti, semplicemente perché non possono: a loro le tasse sono trattenute “alla fonte” del reddito, nello stipendio, nella pensione. Ma, potessero…Da anni si dice: diamo al contribuente la possibilità di detrarre dall’imponibile una parte della “fattura” che si fa rilasciare dall’idraulico, avvocato, dentista, commerciante…Creiamo così un benefico conflitto di interesse intorno al fisco. Oggi ti dicono: cento senza fattura oppure centoventi, il 20 per cento di Iva la paga lei. E tu che con la fattura non sai che farci, accetti di non averla e ti sembra di esserti guadagnato uno “sconto”. E se invece parte della fattura fosse detratta, allora si obbligherebbe il lavoratore autonomo ad emetterla e diminuirebbe l’evasione dell’Iva calcolata al più del cinquanta per cento. Si dice ma non si fa, è c’è una ragione. Sia Visco che Tremonti su questa strada si sono fermati, anzi nemmeno l’hanno imboccata. Non solo per non “dispiacere” agli autonomi, ma perché hanno verificato che l’Italia si trasformerebbe in una fabbrica di fatture false: i milioni di lavoratori dipendenti troverebbero finalmente aperta la loro strada all’evasione di massa, strada per ora inesistente.

“Meno tasse!” è il pianto che sempre più ricorre. Pianto fondato se hai un’impresa, un’azienda. Ma non se questa è azienda agricola oppure è un bar, un ristorante, un albergo: qui si evade tra il 50 e il 70 per cento. Pianto fondato se paghi tutte le tasse e i contributi, ad esempio l’industria, soprattutto la grande industria che paga le tasse dovute al 95,6 per cento.  Ma fuori dei grandi stabilimenti e delle grandi imprese i contributi pagati risultano fuori regola in quattro ispezioni su cinque. Non sono solo le colf a non avere tutti i contributi pagati, sono tre milioni quelli che lavorano “regolarmente” in nero. Tre milioni di italiani, gli stranieri vanno calcolati a parte e gli irregolari sono solo 377mila.”Meno tasse!” piange il Pdl, piangono Sacconi, Brunetta e Formigoni alla porta di Tremonti. Piangono anche e giustamente piangono i colpiti dalla ottusità esattiva di Equitalia: le ganasce, le ipoteche sulla casa, i blocchi dei conti in banca, e spesso alle spalle, di nascosto e spesso per poche migliaia di euro. Ma le giuste lacrime di rabbia e di indignazione si mescolano purtroppo nel grande fiume del piangi e fotti. Purtroppo, se non incalzato con il forcone, l’italiano non paga le tasse. La vera, grande, giusta riforma fiscale arriverà, se arriverà, quando qualcuno riuscirà a separare le vere, grandi e giuste lacrime di chi è torchiato dal pianto furbo e ladro di chi “fotte” il fisco e fa piangere davvero chi non “fotte” il prossimo.