Tasse, pensioni e burocrazia: per le imprese costo annuo da 248 miliardi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Ottobre 2014 11:23 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2014 11:23
Tasse, pensioni e burocrazia: per le imprese costo annuo da 248 miliardi

Foto d’archivio

ROMA – Tra tasse, contributi previdenziali e burocrazia le imprese italiane sopportano totale un costo annuo di 248,8 miliardi di euro. Un peso che, in linea di massima, non ha eguali nel resto d’Europa. A dirlo è l‘Ufficio studi della Cgia che ha stimato il contributo fiscale e i costi burocratici che le imprese si fanno carico ogni anno. “In nessun altro Paese d’Europa – segnala Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – viene richiesto un simile sforzo fiscale”.

“Nonostante – sottolinea Bortolussi – la giustizia civile sia lentissima, il credito sia concesso con il contagocce, la burocrazia abbia raggiunto livelli ormai insopportabili, la Pubblica amministrazione rimanga la peggiore pagatrice d’Europa e il sistema logistico-infrastrutturale registri dei ritardi spaventosi, la fedeltà fiscale delle nostre imprese è massima”.

Le aziende italiane contribuiscono al gettito fiscale nazionale per oltre 110 miliardi di euro, secondo una stima determinata secondo le metodologie utilizzate da Eurostat; in questo importo, però, mancano alcune tasse “minori”, come il prelievo comunale sugli immobili strumentali e altri “piccoli” tributi locali. Complessivamente questa voce ammonta ad almeno 12,5 miliardi di euro.

“Inoltre – dice la Cgia -, vanno aggiunti anche i contributi a carico delle imprese versati per la copertura previdenziale dei propri dipendenti, una cifra che stimiamo in circa 95 mld. Integrando queste ultime informazioni con le statistiche Eurostat, si può affermare che complessivamente le imprese italiane subiscono un peso tributario e contributivo pari a 217,8 mld (anno 2012). Se allo sforzo fiscale aggiungiamo altri 31 miliardi di euro che, secondo la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono i costi amministrativi che le Pmi italiane patiscono ogni anno per districarsi tra timbri, certificati, formulari, bolli, moduli e pratiche varie, l’ammontare complessivo del carico fiscale e burocratico sale a 248,8 miliardi di euro: una cifra che solo a pensarci fa tremare i polsi”.

“Se disaggreghiamo la voce tasse, scopriamo – rileva l’analisi della Cgia – che l’imposta che produce il maggior gettito per le casse dello Stato è l’Ires: l’imposta sui redditi delle società garantisce all’Erario quasi 33 mld all’anno. L’Irpef versata dai lavoratori autonomi, invece, pesa ben 26,9 mld, mentre l’Irap in capo alle imprese private ‘garantisce’ un gettito di 24,4 mld. Infine, segnaliamo l’importo dei contributi previdenziali versati dagli autonomi: altri 23,6 mld. Al nostro sistema delle Piccole e medie imprese la burocrazia costa quasi 31 mld. Per ciascuna di queste imprese si stima che il peso economico medio sia di circa 7.000 euro. I costi sono stati calcolati su base annua e l’ultimo aggiornamento è riferito al 31 dicembre 2012. L’elaborazione è stata realizzata su dati della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

“Trentuno miliardi di euro – dice Bortolussi – corrispondono a circa 2 punti di Pil: una cifra raccapricciante. Di fatto la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle Pmi”.