Tria: Ci salviamo perché quello che abbiamo fatto non va. Quota 100 e RdC

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 14 Giugno 2019 8:29 | Ultimo aggiornamento: 14 Giugno 2019 10:30
Giovanni Tria: Ci salviamo perché quello che abbiamo fatto non va. Quota 100 e RdC

Tria: Ci salviamo perché quello che abbiamo fatto non va. Quota 100 e RdC (nella foto d’archivio d’Ansa, Tria con Conte)

ROMA – Tria alla Ue: non serve una manovra correttiva dei conti. Tria alla pubblica opinione italiana: ce la facciamo senza dover tagliare nulla. Tria alla Ue e soprattutto ai mercati finanziari: l’Italia starà dentro le regole e i parametri europei, i suoi conti non sballeranno né nel 2019 né nel 2020. Tria a Salvini e Di Maio: qualcosa facciamo ancora, non proprio la Flat Tax da 20 miliardi in meno di tasse ma qualcosa…

Come fa Tria a dire quel che appare tutto e il contrario di tutto? Cosa porta nella sua borsa come materia di trattativa in sede Ue e cosa pensa di mostrare come antidoto al debito pubblico fuori controllo? In che modo, con quale matematica Tria pensa di correggere le previsioni funeste se non proprio funebri sulla stabilità finanziaria italiana?

Il vero grande, se non unico, argomento che Tria ha in tasca, in borsa e sulla punta della lingua ogni volta che parla in ogni sede che parla è: ce la facciamo, ce la facciamo perché le cose che abbiamo fatto non vanno.

Le cose, quali cose? Quota 100, pensioni quota 100, in pensione a 62 anni di età con 38 di contributi. Non va, non tira: andrà, sta andando in pensione vin questo modo il 30 per cento circa di quanti si era previsto, stanziato e calcolato. Quindi, grazie a Quota 100 che non tira, notevole risparmio sulla spesa prevista per il 2019 e soprattutto per il 2020 e 2021 (poi Quota 100 sperimentale per legge finisce).

Perché agli italiani che vengono raccontati e si raccontano come sempre ansiosissimi di andare in pensione non usino appieno Quota 100 è materia di indagine. Alla fine non conviene regalarsi 20 anni di non lavoro con una pensione più bassa perché mancano anni di contributi (la differenza tra 67 e 62 di anagrafe)? Sta di fatto che Quota 100 che ha moltissimo tirato e trainato in campagna elettorale e anche in sede di voto nella realtà economica e sociale non tira. Il risparmio la non spesa è ipotizzabile intorno ai 3/4 miliardi per il biennio 2019/2020.

L’altra cosa fatta è il Reddito di Cittadinanza. Anche qui, sia pure in maniera minore, Tria individua una non spesa da mancato tiraggio. Non saranno certo i cinque milioni che si era detto ad essere beneficiati dal Reddito di Cittadinanza. Si viaggia intorno al milione abbondante di richieste che diventa meno di un milione di sì alla richiesta stessa. Ma quasi mai 780 euro al mese. La cifra è quasi sempre inferiore perché i cittadini che richiedono quasi sempre hanno anche altri sostegni pubblici da varie forme di welfare.

Perché ci siano in giro meno domande, ci sia stata meno corsa del previsto al Reddito Cittadinanza è materia ancora di studio. Una ipotesi: per molti i 4/500 euro al mese reali non valgono il rischio di esporsi a controlli in materia di reddito reale e lavoro nero o sommerso. Come che sia, Reddito Cittadinanza tira meno del previsto e fa circa un altro miliardo di non spesa. L’unica spesa che resta invariata in materia è quella assurda per assumere, via quizzone nazionale, tremila persone senza competenze specifiche che non si sa cosa faranno né come la faranno, i cosiddetti navigator. Si poteva fareb una lotteria nazionale: a chi la vinceva due anni di stipendio in premio. Era la stessa cosa dei navigator, solo più divertente e molto, molto meno clientelare.

Ecco quel che Tria offre e sta per esporre, ecco quel che Tria ha nella borsa, ecco l’argomento principe e quasi unico di Tria: ce la facciamo perché le cose che abbiamo fatto non vanno. Domanda: e se invece Quota 100 e Reddito Cittadinanza avessero tirato alla grande?