Usa. Obama in guerra contro gli speculatori che provocano caro benzina

Pubblicato il 18 Aprile 2012 19:04 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2012 20:58

WASHINGTON, STATI UNITI – Pugno duro di Barack Obama sugli speculatori che provocano un ”aumento artificiale” dei prezzi della benzina. Il presidente americano ha infatti promesso tolleranza zero contro chi manipola le operazioni sul mercato del petrolio e annunciato una serie di misure senza precedenti, tra cui un’inasprimento delle sanzioni civili e penali per chi si rende responsabile di attivita’ illegali sul fronte delle contrattazioni.

La mossa a sorpresa del presidente – con una dichiarazione inattesa nel Giardino delle rose alla Casa Bianca – arriva nel momento in cui il tema del caro-benzina infuoca sempre piu’ la campagna elettorale, con i repubblicani che accusano l’amministrazione di inerzia di fronte all’impennata dei prezzi alla pompa. Obama – gia’ in guerra aperta con le grandi compagnie petrolifere per aver chiesto al Congresso un drastico taglio delle agevolazioni fiscali – punta ora il dito su chi sta registrando enormi profitti sulle spalle delle famiglie che vedono aumentare il costo del carburante.

”Non possiamo permetterci una situazione in cui gli speculatori acquistano petrolio per un facile profitto”, ha insistito, agitando lo spettro di uno degli scandali piu’ gravi degli ultimi anni: ”Se pensate che questo non possa succedere, pensate al caso Enron. Non e’ cosi’ che il mercato deve funzionare”, ha aggiunto quindi il presidente, sottolineando come si sia di fronte ad una ”tassa aggiuntiva che pesa sulle tasche degli americani”. E questo – ha sottolineato – a causa del comportamento di ”pochi irresponsabili”.

Da qui il nuovo appello a deputati e senatori: bisogna agire ora, varando una serie di misure che se non avranno l’effetto di ridurre immediatamente il prezzo della benzina diano pero’ un segnale forte che da ora in poi certe pratiche nonm verranno piu’ tollerate. E che la protezione dei consumatori viene prima di ogni altra cosa. La stretta di Obama prevede in particolare di colpire molto piu’ duramente chi specula sul mercato del petrolio, decuplicando la sanzione giornaliera massima prevista dalla legge, portandola quindi da un milione a dieci milioni di dollari.

Il presidente chiede poi di aumentare i fondi per la Commodity Futures Trading Commissione (Cftc), per rafforzare le sue capacita’ di vigilanza sul mercato dotandola di maggior personale per i controlli e di mezzi telematici piu’ moderni. Lo stanziamento necessario richiesto e’ di 52 milioni di dollari. Obama chiede inoltre che alla Commissione sia riconosciuto il potere di inasprire i requisiti necessari per poter operare sul mercato delle contrattazioni petrolifere.

Congresso o non Congresso Obama comunque assicura: l’amministrazioone andra’ avanti lo stesso. Perche’ – come recita uno degli slogan della sua campagna elettorale, su certe questioni che riguardano la protezione dei cittadini, soprattutto delle fasce piu’ deboli, ‘We can’t wait’, non possiamo aspettare. (