Vigili urbani Roma: più multe fanno, più cresce la loro pensione. Il nuovo contratto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Maggio 2019 12:57 | Ultimo aggiornamento: 20 Maggio 2019 12:58
Vigili urbani Roma: più multe fanno, più cresce la loro pensione. Il nuovo contratto

Vigili urbani Roma: più multe fanno, più cresce la loro pensione. Il nuovo contratto

ROMA – Più sale il numero delle multe, più cresce l’assegno di pensione per i vigili urbani di Roma: nel nuovo contratto decentrato per i dipendenti capitolini una norma disciplina la previdenza complementare della Polizia locale, che sarà finanziata “dai proventi dell’attività di riscossione delle entrate per violazione delle norme del codice della strada”. Cioè le multe, appunto.

“Significa – sottolinea Andrea Arzilli sul Corriere della Sera – che più i vigili scriveranno verbali e più la loro pensione sarà garantita e corposa”. Un incentivo benefico per loro, per i vigili, che con l’addio al sistema retributivo avrebbero faticato a raggiungere una pensione degna dell’ultima busta paga. Un po’ meno per gli automobilisti romani, già detentori del discutibile record delle aliquote addizionali Irpef più alte d’Italia.

Il nuovo contratto. A presentare il nuovo contratto decentrato dei dipendenti capitolini la sindaca di Roma Virginia Raggi, l’assessore al Personale Antonio De Santis, il direttore del dipartimento Risorse Umane del Campidoglio, Angelo Ottavianelli insieme ai sindacati.

Tra le novità: investimenti sul welfare dei lavoratori con un fondo ad hoc di oltre 8 milioni e la previdenza complementare per la polizia locale. È il secondo contratto, sottoscritto a livello di preintesa con diverse sigle sindacali, durante l’amministrazione Raggi che in tal modo consolida la stagione di “alleanza e collaborazione” con i rappresentanti dei lavoratori capitolini, dopo che la precedente consiliatura fu caratterizzata da scontri con i sindacati sul tema del salario accessorio e anche dal primo sciopero dei dipendenti.

Salario: 70% fisso, 30% legato ai risultati. Prevista anche una figura ad hoc dell’addetto al servizio di cassa per le attività anagrafiche. Cambiano anche alcuni criteri per l’erogazione del salario accessorio, che si baserà di più sulla produttività individuale (la percentuale passa dal 10% al 30%) che su quella di struttura (cala dal 90% al 70%). Soddisfatti i sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil, Csa e Rsu presenti che sottoporranno ai lavoratori il contratto prima della firma definitiva. (fonte Ansa)