Vince lobby (insulti) dei ciclisti e il sen. Filippi ritira

di Sergio Carli
Pubblicato il 2 Dicembre 2015 11:55 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2015 11:55
Vince lobby (insulti) dei ciclisti e il sen. Filippi ritira

Ignazio Marino in bicicletta. Cercare il consenso dei ciclisti non gli ha portato fortuna

ROMA – La paura di perdere il consenso dei ciclisti ha indotto il senatore Marco Filippi del Pd a una rapida marcia indietro su una delle poche idee giuste che erano circolate negli ultimi tempi a proposito di ciclisti e biciclette:

“Ho presentato una nuova formulazione dell’emendamento sulla identificazione e assicurazione delle biciclette utilizzate per il trasporto a pagamento di persone, i cosiddetti risciò”.

Marco Filippi, che è capogruppo del Pd nella Commissione Trasporti del Senato, voleva proporre per le biciclette targa e bollo, ancora poco rispetto alla assicurazione obbligatoria, che sarebbe il minimo vista la oggettiva pericolosità delle biciclette che sfrecciano sui marciapiedi delle nostre città mettendo a repentaglio la sicurezza dei pedoni, anziani e bambini ma anche tante persone distratte.

Ma il sen. Filippi non se l’è sentita e se l’è presa con i ricsiò, che, posando su quattro ruote e muovendosi nelle normali carreggiate stradali, è giusto che siano sottoposti alle regole di tutti gli altri veicoli. Questo non basta per rendere i marciapiedi più sicuri, ma Marco Filippi confessa:

“Anche a seguito dell’acceso dibattito che c’è stato in questi giorni ho valutato che fosse meglio precisare ulteriormente quello che fin dall’inizio era il mio intento: evitare che servizi di trasporto di turisti e cittadini fossero svolti fuori da ogni regola e senza una qualsiasi forma di assicurazione, come accade oggi.  Anche se la bicicletta è un mezzo nobile di trasporto, il meno inquinante ed il meno pericoloso per gli altri utenti della strada, ritengo sia indispensabile che il suo utilizzo per trasportare persone a pagamento debba essere adeguatamente regolato, proprio per garantire la sicurezza di tutti”.

Ecco un campionario degli interventi allo “acceso dibattito” cui si riferisce il sen. Filippi:

Gabriele Bariletti · PONTIFICIA UNIVERSITAS LATERANENSIS Facultas de Scientiis Religionis: “Se ci tenessero davvero alla legalità i piddini (legalità e PD vanno a formare un clamoroso ossimoro però) si limiterebbero a far targare le bici senza oneri per alcuno. O ci tengono a lucrare su una nuova gabella?”.
Ferruccio Barbieri: “Non sanno più dove rubare! Ogni giorno ne inventano una nuova,  speriamo nell’ Isis, se tagliassero qualche migliaio di teste giuste vedreste il PIL schizzare in alto, ma loro, i nostri politici, sono intoccabili, le leggi sono fatte da loro, a loro uso e consumo.
Libertonic Paris: “Maledetti”.
Marcopolo Katai: “No peggio, solo cretini.”
Alessandro Solinas · Autista catering truck presso Aeroporti di Roma: Fiumicino – Ciampino: “Che Dio vi maledeica maledetti dittatori…..le bici non si toccano!!”

A seguito dell’elevato democratico dibattito (quelli riportati sopra sono commenti visibili su Blitz) ecco il nuovo emendamento del sen. Marco Filippi:

“Al comma 1 dell’art 2, dopo la lettera c), aggiungere la seguente:
“c-bis) la definizione, nella classificazione dei veicoli, senza oneri a carico dello Stato e attraverso un’idonea tariffa per i proprietari:
1) delle motoslitte, disciplinandone le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché la circolazione con un apposito contrassegno identificativo, documenti di circolazione e di guida e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi;
2) delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti per il trasporto a pagamento, pubblico o privato, di persone, individuando criteri e modalità d’identificazione delle biciclette stesse nel sistema informativo del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, nonché la circolazione delle stesse con un apposito contrassegno identificativo e l’assicurazione per la responsabilità civile verso terzi”.