Attentati Isis a Parigi: 120 morti. Francia chiude confini

PARIGI – Terrore senza precedenti a Parigi, firmato ISIS. Almeno 120 morti e decine di feriti in sette sparatorie in una città assediata da terroristi e teste di cuoio, diversi ostaggi in una sala da concerti, liberati solo dopo ore, decine di cadaveri attorno allo Stade de France, dove gli spettatori di Francia-Germania sono rimasti bloccati per diverse ore. Per la prima volta un kamikaze in azione in territorio europeo, se le informazioni riguardo alle esplosioni verranno confermate. E l‘Isis rivendica.

Il presidente Francois Hollande ha dichiarato lo stato di emergenza e chiusi i confini. Il governo ha decretato il piano Alpha Rouge (Alfa Rosso), un livello di allerta mai toccato prima e che corrisponde al livello “attentati multipli”. Poi un Hollande visibilmente scosso ha parlato in diretta tv ai francesi annunciando lo stato di emergenza, l’afflusso di militari nella capitale “per evitare nuovi attacchi” e la chiusura delle frontiere.

Le strade del cuore della capitale sono deserte o blindate dalla polizia, l’invito delle autorità è a restare in casa se possibile o – per chi è in locali o ristoranti – di non muoversi. Dalle caserme e da diverse regioni sono affluiti rinforzi di reparti speciali e teste di cuoio. Negli ospedali si sono liberati più letti possibili in vista dell’arrivo dei feriti. Scuole, università e musei sabato 14 novembre resteranno chiuse a Parigi e in tutta la regione dell’Ile de France. La Tour Eiffel è stata spenta in segno di lutto.

American Airlines ha deciso di sospendere i voli verso Parigi. “Sappiano che lo scalo Charles de Gaulle è aperto, ma stiamo tenendo a terra i voli in attesa di avere ulteriori informazioni”, ha detto il portavoce della più grande compagnia aerea americana citato dai media Usa. Il Belgio ha ripristinato i controlli alla frontiera francese e rafforzato le misure di sicurezza anche negli aeroporti e nelle stazioni.

Il primo attentato è stato segnalato nel X arrondissement, in una brasserie nel quartiere tipico dei ristoranti kosher. Dieci morti, poi i terroristi, come se stessero compiendo un raid, sono ridiscesi verso l’XI e il XII arrondissement, a pochi metri dalla redazione di Charlie Hebdo, insanguinata dagli attentati del 7 gennaio. Lì, nella sala da concerti Bataclan, dove c’era il tutto esaurito per un concerto rock del gruppo americano ‘Eagles of death metal’, un gruppo di terroristi ha gridato “Allah è grande” e ha aggiunto frasi sulla Siria. Poi ha aperto il fuoco sul pubblico, almeno cento persone sono morte. Molti spettatori sono stati presi in ostaggio e liberati dopo ore di assedio dalle teste di cuoio.

Nel frattempo a Saint-Denis, allo Stade de France, tre esplosioni scuotevano i 50.000 presenti all’amichevole Francia-Germania. Una sembra sia stata provocata da un kamikaze. I giocatori si sono fermati, alcuni spettatori sono riusciti a uscire, gli altri sono rimasti bloccati dalla polizia all’interno fin dopo il termine della gara. Almeno trenta le vittime.

Immediatamente evacuato il presidente Hollande, che assisteva alla partita in tribuna d’onore. Il bilancio parla di almeno 30 morti in esplosioni di polvere da sparo mista a chiodi in una brasserie e altri due siti adiacenti allo stadio. Molti i feriti.

Un’altra sparatoria è avvenuta in rue de Charonne, altri colpi di arma da fuoco in boulevard Beaumarchais e a Faidherbe, tutti e tre luoghi a pochi metri da place de la Bastille. Le prime, concitate notizie, parlano di un terrorista ucciso dalle forze dell’ordine. Il presidente Hollande ha convocato una riunione d’emergenza al ministero dell’Interno con il primo ministro Manuel Valls e il ministro Bernard Cazeneuve. Poi, un Consiglio dei ministri a mezzanotte.

(Nelle foto Lapresse gli attentati in centro a Parigi)

 

(Nelle foto Lapresse i tifosi bloccati allo Stade de France)


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