“Marò? Che li impicchino”. Frase choc su Twitter, segretario Rifondazione Rimini si dimette

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2015 1:58 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2015 1:58

RIMINI – Dopo le scuse arrivano le dimissioni. Il segretario di Rifondazione comunista di Rimini, Paolo Pantaleoni, ha rimesso il mandato a disposizione della Federazione dopo le polemiche scoppiate per il suo post “Non è ora che impicchino i due marò” pubblicato ( e poi cancellato) su Facebook.

“L’ho detto nei giorni scorsi alla stampa locale, lo ripeto oggi: il mio post sui marò – ha dichiarato Pantaleoni – è  stato una colossale scemenza, di cui mi scuso con tutte le persone che ho urtato, ferito ed infastidito”. L’esponente del Prc di Rimini ha definito l’episodio “una battuta a fronte dei tanti politici che usano parole violente contro i profughi e gli stranieri ma, ribadisco, è  stata una battuta sbagliata e altrettanto violenta: una violenza verbale che è esattamente ciò in cui non credo. Percio’ sono doppiamente mortificato”.

Pantaleoni si è poi scusato con il suo partito, Rifondazione comunista e con la “comunità politica di donne e di uomini di cui faccio parte. Ciò che ho scritto – ha ribadito – è distante anni luce da ciò che pensa e pratica il Prc. Mi scuso sapendo che in questi giorni siamo impegnati a fianco del popolo greco e invece Rifondazione andrà sui giornali per questa mia scemenza”. Poi la decisione di presentare le dimissioni: “Convinto di tutto questo – ha concluso Pantaleoni – rimetto il mio incarico a disposizione della Federazione di Rimini”.

Moltissimi commenti indignati dei politici. A rispondere a Pantaleoni ci ha pensato però anche lo stesso Massimiliano Latorre: “Spero che queste parole siano uscite dalla testa e non dal cuore, ma lo dicesse ai nostri figli. Qui mi blocco – ha aggiunto il marò – e non voglio far polemica. Quando saprà che siamo innocenti avrà ancora il coraggio di scherzare?”. “A tutto c’è un limite – conclude – anche alla sopportazione”.