Cervi con la tubercolosi possono contagiare i cacciatori: allarme Usa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Ottobre 2019 10:43 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2019 10:43
Cervi con la tubercolosi in Usa: cacciatore contagiato

Un cervo nel bosco

ROMA – Preoccupazione negli Stati Uniti per il rischio di nuove impreviste recrudescenze della tubercolosi. Sotto osservazione i cervi, portatori di una forma di tubercolosi polmonare dovuta al micobatterio bovis. E sotto osservazione i cacciatori che sono venuti a contatto con gli animali. E’ il caso di un cacciatore di 77 anni del Michigan. 

Ha contratto la tbc ma contatti con persone malate non ne ha mai avuti, non ha mai bevuto latte crudo. Per 20 anni ha cacciato cervi, potrebbe aver toccato un esemplare finendone contagiato. E’ l’unica spiegazione che giustifica l’insorgere della malattia diagnosticatagli nel 2017.

A dare la notizia è stato il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense. Che ha lanciato una raccomandazione ai cacciatori: indossate guanti e indumenti protettivi. L’unico rimedio per prevenire il contagio di cervi già rinominati “zombie”. Cervi che si spostano, migrano, allargando lo spettro geografico del contagio. 

Insieme ai cervi, bisonti, alci, cinghiali, tassi, e ovviamente bovini. Con il Michigan si registrano casi in Nevada e nello Utah. La tbc di questo tipo si manifesta appunto in questi animali ma è capace di “saltare” anche nell’uomo. Ci vogliono  mesi, anche anni, prima che la malattia cominci a dare segni di sé. Quando è in stato avanzato produce i suoi effetti: linfonodi ingrossati, attacchi intermittenti di febbre, calo della produzione di latte e dimagrimento. (fonte Secolo XIX)