Lucertola di Lataste, la nuova specie scoperta tra Ponza, Gavi, Palmarola e Zannone

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 18 Novembre 2019 14:42 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2019 14:42
Lucertola di Lataste, scoperta nuova specie tra le isole Pontine

La lucertola di Lataste scoperta nelle isole Pontine (Foto ANSA)

ROMA – Una nuova specie di lucertola è stata scoperta tra le isole Pontine. L’esemplare vive da oltre due milioni di anni indisturbato tra Ponza, Gabi, Palmarola e Zannone, presenta una notevole variabilità cromatica che va dal verde al grigio e marrone, sia essa reticolata, uniforme o con diverse tonalità di colore.

Il suo nome è lucertola di Lataste ed è stata catalogata dai ricercatori dell’università La Sapienza di Roma in collaborazione con i colleghi del Museo La Specola di Firenze, del Cnr, del Museo Alexander Koenig di Bonn e dell’università di Potsdam.

La lucertola di Lataste, il cui nome scientifico è Podarcis latastei, vive in particolare nella parte più occidentale dell’arcipelago delle isole pontine. La sua scoperta si deve a una serie di ricerche pubblicate recentemente su tre diverse riviste scientifiche, che dimostrano come questa specie sia diversa sia geneticamente che morfoloficamente da quella della lucertola campestre, la Podarcis siculus, che è la più comune nella penisola italiano.

Riccardo Castiglia, coordinatore del lavoro nel Dipartimento di Biologia e biotecnologie de La Sapienza, ha spiegato all’AGI: “Le analisi filogenetiche, basate sul DNA mitocondriale e nucleare, mostrano infatti come le popolazioni attuali delle Isole Pontine occidentali siano frutto di una colonizzazione molto antica, di almeno due milioni di anni fa. Da quel momento in poi le popolazioni sono rimaste isolate ed è stupefacente come siano sopravvissute nonostante le notevoli fluttuazioni del livello del mare, avvenute durante tutto il Pleistocene”.

Le indagini morfologiche hanno inoltre confermato l’unicità di questa specie, che ha una colorazione particolare anche se molto variabile, e che differisce per la forma delle squame della testa da quella peninsulare. Nonostante la popolazione nelle isole pontine sia “abbondante”, la distribuzione ristretta al solo arcipelago ne fa una specie da monitorare per la sua conservazione, dato che in passato la presenza dell’uomo e di altri fattori ha facilmente portato all’estinzione di specie insulari, come documentato in diverse isole del Mediterraneo.

Un esempio che sottolinea la necessità di conservare la nuova specie appena scoperta è l’antica ed enigmatica ‘lucertola campestre’ dell’isola di Santo Stefano, documentata a partire dalla metà del 1800, e poi probabilmente estinta nei primi trenta anni del XX secolo. Sarà quindi importante nel futuro pianificare monitoraggi mirati alla valutazione della abbondanza e dello status delle popolazioni di questa “nuova” specie tutta italiana. (Fonte AGI)