Piccioni danneggiano agricoltura in Lombardia. Sono troppi, il piano per abbatterne 20 mila

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Settembre 2020 15:28 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2020 8:33
Piccioni danneggiano agricoltura in Lombardia. Il piano per abbatterne 20 mila

Piccioni danneggiano agricoltura in Lombardia. Sono troppi, il piano per abbatterne 20 mila (Immagine di repertorio Ansa)

Troppi piccioni in Lombardia. Il piano della Regione per abbatterne 20 mila.

I piccioni in Lombardia arrecano danni all’agricoltura. Sono troppi secondo la Regione, che ha pubblicato un decreto per autorizzare l’abbattimento di 20 mila esemplari. 

Il provvedimento ha validità per il periodo “tra il 20 settembre 2020  e il 20 gennaio 2021”, si legge in una nota.

“Il numero massimo di capi prelevabili è pari a 20mila e hanno ricevuto l’autorizzazione al controllo 600 cacciatori, a fronte di 736 richieste di autorizzazione”.

“Le deroghe al prelievo venatorio sono state approvate dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale”.

Fabio Rolfi, assessore lombardo all’Agricoltura, ha ricordato che “il colombo di città è una specie che crea danni ingenti ai campi di frumento, girasole, mais, orzo, pisello, riso e soia”.

“Oltretutto – aggiunge – porta un rischio di carattere sanitario negli allevamenti. Visto che siamo una delle prime regioni zootecniche d’Europa non possiamo correre rischi”.

“I piccioni possono ospitare una quantità di patogeni di varia natura trasmissibili per via aerea e non solo”.

I cacciatori autorizzati per provincia

I cacciatori con autorizzazione sono 67 a Bergamo, 227 a Brescia, 18 a Como, 19 a Cremona, 2 a Lecco, 12 a Lodi, 132 a Mantova, 88 a Milano, 17 a Monza e Brianza, 13 a Pavia e 5 a Varese.

I danni in Lombardia

In Lombardia, precisa la Regione, “l’importo dei danni alle produzioni agricole dai piccioni è stato di 932mila euro fra il 2004 e il 2019″.

“Per non superare il limite massimo totale di capi prelevabili, ogni cacciatore autorizzato al controllo, potrà prelevare un numero non superiore a 33 capi totali nel corso del periodo consentito ed un numero di capi giornalieri non superiore a 30”.

“La Lombardia è la prima regione agricola d’Italia e l’agricoltura va difesa anche attraverso una alleanza sempre più stretta tra mondo agricolo e venatorio”, insiste l’assessore Rolfi.

“Nella nostra regione il settore primario dà lavoro a oltre 230 mila persone. E intendiamo intraprendere ogni azione possibile per valorizzare il nostro sistema agroalimentare, che sarà il principale protagonista della ripartenza economica”, conclude. (Fonte: Il Fatto Quotidiano).