Tedeschi e americani insieme contro le SS: la battaglia più strana della Seconda Guerra Mondiale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2015 6:20 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2015 18:35
Tedeschi e americani insieme contro le SS: la battaglia più strana della Seconda Guerra Mondiale

The Last Battle: il libro di Stephen Harding sulla battaglia di Itter

ITTER, AUSTRIA – Sono passati settant’anni dalla battaglia più strana della seconda Guerra Mondiale, in cui un reparto di tedeschi della Wehrmacht combattè al fianco degli americani contro le SS: quella per il castello di Itter, in Austria.

5 Maggio 1945: a cinque giorni dal suicidio di Adolf Hitler, c’è una divisione delle SS, la 17a Panzergrenadier, che rende impossibile l’accesso al castello-prigione, una dependance per Vip del campo di concentramento di Dachau. Qui erano rinchiusi alcuni francesi che le SS avrebbero voluto utilizzare come pedine di scambio, fra i quali la sorella maggiore del generale De Gaulle, due ex primi ministri come Edouard Daladier e Paul Reynaud, l’ex comandante in capo Maurice Gamelin.

Dopo il suicidio del comandante di Dachau e la fuga del direttore della prigione di Itter insieme con le guardie della SS-Totenkopfverbände, i prigionieri presero il controllo del castello. Nel quale però restavano intrappolati perché la 17a Panzergrenadier controllava i boschi che circondavano Itter.

Fondamentale fu l’apporto del maggiore della Wehrmacht Josef “Sepp” Gangl. Ufficiale pluridecorato, Gangl era passato negli ultimi giorni della guerra con la resistenza austriaca. Gangl decise di liberare i prigionieri di Itter, ma prima ritenne un passaggio necessario arrendersi agli americani. Più che una resa fu l’inizio di una breve ma intensa alleanza fra la ventina di uomini guidati da Gangl e i quattordici soldati Usa agli ordini del tenente Jack Lee, dotati di due carrarmati Sherman. La piccola colonna con a capo Lee riuscì a raggiungere Itter passando indenne attraverso i boschi, dopo aver neutralizzato un posto di blocco delle SS.

All’alba del 5 maggio il manipolo composto da tedeschi antinazisti, americani e prigionieri francesi fu attaccato dalla divisione delle SS, composta da circa il triplo delle forze (150 uomini), che riuscì a mettere fuori uso lo Sherman messo a guardia di Itter, ma non a sferrare l’assalto decisivo al castello. Nonostante i pochi soldati a disposizione, Gangl e Lee riuscirono a resistere fino all’arrivo del 142° Reggimento Fanteria dell’esercito Usa, che sconfisse le SS.

Alla fine, racconta Stephen Harding, autore del libro The Last Battle (L’ultima battaglia), furono fatti prigionieri cento SS e ci fu un solo caduto fra gli antinazisti: il maggiore Gangl, centrato da un cecchino. Lo seppellirono nel vicino villaggio di Wörgl e gli intitolarono una strada. “Quella battaglia fu decisiva – ha spiegato Harding alla Bbc – perché se le SS fossero riuscite ad entrare nel castello e uccidere i prigionieri, la storia della Francia del dopoguerra sarebbe stata molto diversa”.