Il vero Sherlock Holmes? Jerome Caminada, il “Garibaldi” degli investigatori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Marzo 2014 16:32 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2014 16:32
Il vero Sherlock Holmes? Jerome Caminada, il "Garibaldi" degli investigatori

Il vero Sherlock Holmes? Jerome Caminada, il “Garibaldi” degli investigatori (La Stampa)

LONDRA – “The Real Sherlock Holmes – The hidden story of Jerome Caminada“: “Il vero Sherlock Holmes – la storia mai raccontata di Jerome Caminada”. Il libro della scrittrice inglese Angela Buckley individua in Jerome Caminada (madre irlandese, padre italiano) il personaggio reale che ispirò sir Arthur Conan Doyle nell’invenzione di uno degli investigatori “di carta” più celebri, Sherlock Holmes.

Una fonte di ispirazione alla quale Conan Doyle non avrebbe mai fatto esplicito riferimento. Aveva invece ammesso di aver avuto come modello il suo professore di medicina Joseph Bell e come riferimento letterario l’Auguste Dupin di Edgar Allan Poe.

Mai un cenno al “Garibaldi” dei poliziotti inglesi, come venne ribattezzato Jerome Caminada, nato povero a Manchester e in quella città diventato famoso alla fine dell’Ottocento come uno dei più geniali “segugi” dell’epoca, che scrive, Marco Zatterin su La Stampa, fu

“il primo a raggiungere l’alto grado di Superintendent nel dipartimento di investigazioni criminali della città inglese. Risulta non avesse pari nell’uso della logica, coltivasse una fede profonda del lavoro della scientifica e amasse travestirsi per rendere più efficaci poste e inseguimenti. «Ci sono così tanti paralleli – assicura la Buckley – da far apparire chiaro il fatto che Doyle abbia attinto a questo personaggio reale per costruire l’investigatore di Baker Street».

Caminada vide la luce a Deansgate nel 1844, un quartiere di pub e bordelli, densamente popolato da operai e disperati, una zona dove il crimine era la regola del giorno. Nel 1868 entrò nei ranghi della Polizia di Manchester, della quale divenne sergente quattro anni dopo, passando alla nuova divisione investigativa che aveva sede nel Municipio. Era la crema del mestiere. Ci restò per trent’anni, rispetto da colleghi, giudici e criminali, quasi con la stessa passione. I malavitosi lo chiamavano Detective Jerome. Il cognome era per loro troppo ostico.

Si guadagnò la nomina a ispettore a 34 anni e intraprese una carriera che, stando alle cronache, gli portò 1.225 arresti. Era solito girare con la pistola, onere che in genere Sherlock Holmes affidava all’esperienza militare del fidato Watson. Per la cronaca, si spara in sette delle sessanta avventure del detective di Doyle, su uomini e sul cane dei Baskerville. Come Holmes, Caminada aveva un debole per il travestimento, gli serviva a mescolarsi negli ambienti meno salubri della città. Vantava una larga serie di informatori che incontrava nella chiesa di Saint Mary, forse non speciali come quelli del Signor Sherlock, che si appoggiava a un gruppo di ragazzini senza chiara dimora, gli irregolari di Baker Street.

Uno dei suoi casi più celebri è tutto giocato sulla rapidità: in tre settimane, nel 1889, portò davanti al giudice l’assassino di un vetturino, un uomo inizialmente fuori dalle spettro delle indagini. Praticava metodi moderni, era ammirato e temuto. Si ritirò nel 1899 per mettersi in proprio, poi diventò consigliere comunale nel 1907. Suo padre, l’emigrato italiano, sarebbe stato fiero del figlio, «il Garibaldi dei detective». Morì nel 1914, per i postumi di un incidente, e ora il libro della Buckley – «The True Sherlock Holmes» – gli rende un’altra possibilità di fama”.

Ci vorrebbe uno Sherlock Holmes per capire se veramente Jerome Caminada ispirò Sherlock Holmes. L’unica certezza è che l’investigatore di Baker Street divenne un bestseller nel 1887, quando il Garibaldi dei poliziotti si era preso tante volte le prime pagine di quella cronaca nera di cui Conan Doyle era un lettore appassionato.