Cassazione. Diffamazione a mezzo internet: l’indirizzo Ip è una prova schiacciante

Pubblicato il 11 Marzo 2011 20:19 | Ultimo aggiornamento: 11 Marzo 2011 20:19

ROMA – Diffami qualcuno su internet? D’ora in poi l’indirizzo Ip utilizzato durante quella connessione sarà considerato una “prova schiacciante” dal punto di vista penale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, come ha riportato un articolo pubblicato su La Stampa.

Il caso da cui è scaturito l’interesse della Cassazione è quello di un forum: un utente vi si era connesso e ha cominciato a inveire e diffamare un altro internauta: secondo i supremi giudici “è diffamazione e il codice numerico IP cui è associato attraverso il gestore della linea telefonica ne è prova schiacciante, cui si aggiunge il nickname utilizzato”.

Nel giudizio, spiega La Stampa, l’accertamento tecnico ha posto in luce che:

a) il numero identificativo sulla rete internet mondiale è assegnato in via esclusiva ad un determinato computer connesso;

b) un altro utente delle rete, per realizzare l’intromissione modificativa – così come avanzato dalla tesi difensiva – ossia collegarsi dall’IP di un terzo rubandone l’identità, dovrebbe conoscere dettagliati particolari di tempi e modalità della connessione in cui intromettersi;

c) l’utente scorretto avrebbe dovuto compiere una complessa e difficile serie di interventi finalizzati all’eliminazione di tracce dell’irregolare intervento invasivo.