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Festival di Sanremo: le pagelle della seconda serata

Festival di Sanremo: le pagelle della seconda serata

Rufus Wainwright a Sanremo (foto Ansa)

ROMA – Le pagelle della seconda serata del Festival di Sanremo, scritte da Paolo Biamonte dell’Ansa

CLAUDIO BAGLIONI – 7 – E’ tornato all’Ariston a 30 anni di distanza dal suo unico passaggio e ha proposto alcune delle sue canzoni più famose. Ha anche detto che Sanremo dovrebbe essere “il festival delle musiche”. E la presenza di personaggi come Claudio Baglioni e Ligabue dovrebbe essere la norma.

RUFUS WAINWRIGHT – 8 – Un talento spettacolare, capace di mescolare l’ Opera, il pop e i Beatles con grazia e disinvoltura. Sono proprio presenze come la sua che rendono un festival contemporaneo, che portano il suono dell’originalità e della musica che viene ascoltata nel mondo.

FRANCESCO RENGA – A un isolato da te – 6 – Perfino Renga, che non sbaglia mai, stasera ha accusato l’emozione del palco dell’Ariston. Questo brano in linea con il pop da classifica, scritto da Roberto Casalino, l’ha eseguito un po’ bloccato, lontano dalle abituali acrobazie delle sue performance.

Vivendo adesso – 6 – L’autrice è Elisa che ha cucito il tessuto melodica su misura per la vocalità di Renga, un brano tecnicamente difficile da eseguire che proseguirà nella gara.

GIULIANO PALMA – Così lontano – 6 – L’autrice è Nina Zilli e si sente per gli echi evidenti di 50 mila. Un gradevole pop retro da valutare nel tempo, al netto dell’emozione di Giuliano Palma al suo debutto all’Ariston. La giuria lo ha premiato.

Un bacio crudele – 5 – Un tentativo di ricreare le atmosfere della Motown e delle Supremes rimasto nelle intenzioni.

NOEMI – Un uomo è un albero – 6 – Da qualche tempo Noemi vive a Londra e nella sua musica (ha firmato entrambi i brani proposti a Sanremo) si comincia a sentire. A cominciare dagli echi di Adele. Il look è piuttosto temerario.

Bagnati dal sole – 6 – Orecchiabile e ritmicamente vivace, è stata interpretata con una maggiore disinvoltura che è stata premiata dalla giuria.

RENZO RUBINO – Ora – 7 – Rubino ha un talento naturale per melodie insolite e linee armoniche non scontate che in questo caso si sposano con l’immediatezza del pop e qualche eco new wave.

Per sempre e poi basta – 5 – Una ballatona un po’ melodrammatica molto adatta all’arrangiamento orchestrale ma un po’ involuta anche se interpretata con trasporto.

RON – Un abbraccio unico – 6 – Un brano che ricorda molto da vicino il repertorio di Lucio Dalla, con cui ha condiviso un lungo percorso artistico.

Sing In The Rain – 6 – Un country pop orecchiabile e disincantato che porta freschezza nella musica del festival e che è stata ammessa alle prossime serate pregiudicando probabilmente le speranze di un piazzamento per Ron.

RICCARDO SINIGALLIA – Prima di andare via – 6 – Un’atmosfera molto vicina al sound dei Tiromancino, di cui Sinigallia è stato uno dei fondatori. Un pezzo che ha un appeal radiofonico e che proseguirà il percorso al festival.

Una rigenerazione – 6 – Una canzone dai toni sfumati, impegnativa per la vocalità non esplosiva di Sinigallia, che sfida il tipico gusto popolare.

FRANCESCO SARCINA – Nel tuo sorriso – 6 – Sarcina ha un talento melodico che concilia con la sua naturale vocazione al rock e per testi che utilizzano frasi inconsuete. E’ questa la canzone che prosegue nella gara.

In questa città – 6 – Il pezzo è costruito con abilità su dinamiche tipiche di certo rock e sulla vocalità aperta di Sarcina.

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