Compiti a casa obbligatori per gli italiani: cento pagine di censimento

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 14 Settembre 2011 - 13:55 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – E’ partito il censimento degli italiani, costerà 590 milioni, e fotograferà la situazione, demografica e sociale, della popolazione del nostro paese, fornendo le prime risposte, i primi dati, la primavera prossima. Bisognerà compilarlo entro il 20 novembre, anche se la data ultima per farlo non è indicata in modo chiarissimo, ma che farlo, cioè compilarlo, spedirlo o comunicarlo sia un obbligo di legge è scritto chiaro e tondo. E’ il 15° censimento della popolazione curato dall’Istat. Da ieri, 12 settembre, sono cominciati ad arrivare nelle case degli italiani, per la prima volta via posta, gli incartamenti contenenti i moduli e le istruzioni per compilarli. Ed è subito stato “panico”.

Torme di anziani e non che si aggirano, buste alla mano, per i corridoi e i cortili condominiali chiedendo agli inquilini più “smart” cosa si debba fare con il pacco appena arrivato. L’Istat, a onor del vero, prova a spiegarlo sia nella lettera allegata al questionario, sia nel questionario stesso, sia attraverso un sito internet dedicato (http://censimentopopolazione.istat.it/). E la prima certezza è che il questionario non può essere ignorato come vengono ignorate le ricerche di mercato che affliggono molti italiani, compilarlo è un obbligo di legge, con relative sanzioni. Compilarlo poi deve essere cura di una sorta di “capofamiglia”, colui al quale la busta dell’Istat è indirizzata, e solo in sua assenza può essere compilato da altre persone, parenti o affini. Già, perché il questionario non è personale, cioè non tutti i cittadini riceveranno una busta a loro indirizzata, ma è “casalingo”, nel senso che arriverà un modulo per ogni abitazione italiana. Obbligatorio dunque, ma attenzione a non essere troppo solerti, il censimento è datato 9 ottobre 2011, e non va quindi compilato prima, o almeno con dati che saranno diversi da qui a un mese, per questo non è prevista sanzione ma è caldamente consigliato. Per tutti i dubbi sarà poi attivo, dal primo ottobre, un numero verde: 800069701, e saranno allestiti punti informativi in tutti i comuni.

Oltre ad essere il primo censimento che arriverà via posta, sinora erano stati degli incaricati dell’Istat a consegnare le domande, altre saranno le novità che accompagneranno questa 15° fotografia dell’Italia. La prima, o almeno quella che più colpisce vista la nota difficoltà della burocrazia in genere a misurarsi con i tempi, e che non solo si potrà rispondere ai quesiti posti dall’Istat via internet, ma che lo stesso istituto di statistica lo consiglia, invitando i più anziani a farsi aiutare dai giovani. La rete come mezzo preferenziale quindi, potrebbe non sembrare una grande novità ma è invece una piccola rivoluzione. Basta appuntarsi il codice presente nella busta arrivata a casa e si potrà fare tutto attraverso un sito dedicato. Sito che ad oggi ricorda che mancano poco più di 3 settimane al via vero e proprio del censimento perché, se le prime buste vengono recapitate in questi giorni, le domande fanno riferimento alla situazione del 9 ottobre prossimo. Multimediali e in anticipo. Chi non risponde via internet dovrà portare il questionario compilato ad un ufficio postale o a “sportelli” che i Comuni si sono impegnati ad aprire.

Quello del 2011 è il 15° censimento della popolazione, se ne fa uno ogni 10 anni, il primo risale al 1861, anno dell’unificazione del Paese nel Regno d’Italia, quando gli italiani erano 26 milioni e trecentomila. Da allora sono state realizzate 14 rilevazioni, l’ultima nel 2001, quando gli italiani erano quasi 60 milioni. In realtà esistono però due versioni del censimento, una “normale” e una “light”, una di 84 quesiti e una di soli 35. Come spiega l’apposito sito: “le versioni del questionario sono due: nei Comuni di minori dimensioni verrà distribuita la versione completa, composta da 84 quesiti; in tutti gli altri Comuni, solo ad un campione selezionato di famiglie verrà inviata la forma completa del questionario, mentre le altre riceveranno la forma ridotta con 35 quesiti”. Per alcuni il compito sarà meno arduo dunque. I quesiti toccano più o meno tutti i campi: famiglia e alloggio, persone nell’alloggio, stato civile, dimora precedente, istruzione, professione e sede di lavoro, ed già è nata qualche polemica. «Non c’è alcuna valutazione delle scelte sessuali né delle coppie omosessuali», precisa il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, rispondendo ai mugugni sull’eventuale conta delle coppie gay nate dalla presenza di una casella speciale dedicata ai conviventi dello stesso sesso. Giovannini spiega che «nel precedente censimento (quello del 2001) c’era stata confusione tra chi aveva dichiarato una convivenza anagrafica e chi si era classificato in modo non chiaro. Ora invece c’è una chiara indicazione su come compilare il questionario». In effetti, nel questionario che viene spedito nelle case degli italiani, al capitolo «Notizie anagrafiche», nella parte che riguarda «Relazione di parentela o di convivenza con l’intestatario del Foglio di famiglia» c’è una risposta che potrebbe permettere di «fotografare» le convivenze tra persone dello stesso sesso. Si tratta di quella che recita: «convivente in coppia con l’intestatario», da non confondersi con altre situazioni di «coabitazione senza legami di coppia, parentela o affinità» previste in un’altra risposta. E questo punto potrebbe consentire di «contare» le coppie omosessuali.

I primi risultati provvisori per Provincia e Comune saranno diffusi dall’Istat il 31 marzo 2012, mentre la popolazione legale sarà disponibile entro il 31 dicembre 2012. E racconteranno non solo quanti siamo, ma risponderanno anche a domande nuove che riguardano l’ambiente (il tipo di combustibile o di energia usata per riscaldare l’abitazione o l’eventuale presenza di impianti a energia rinnovabile); quanti cellulari abbiamo in casa; quante abitazioni hanno le connessione a Internet; gli handicap quotidiani che affrontiamo per lavorare a causa di eventuali problemi di salute.