La Corrente del Golfo si è spostata: The day after tomorrow?

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 17 Ottobre 2012 14:19 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2012 14:20
The Day After Tomorrow: tsunami su New York, un'immagine del film

The Day After Tomorrow: tsunami su New York, un’immagine del film

ROMA – Ricordate il film The day after tomorrow? Il kolossal catastrofico in cui la Terra va incontro ad una glaciazione improvvisa a causa del blocco della corrente del Golfo? Era un film zeppo di effetti speciali ma, stando a quanto dice uno studio del Woods Hale Oceanographic Institution, la corrente, da ottobre dell’anno scorso, non si è fermata ma ha cambiato “rotta”, si è spostata. Spostata verso Nord rispetto al suo normale percorso.

La corrente del Golfo è una massa di acqua “calda” che, partendo dal Golfo del Messico, arriva sino alle coste del Nord Europa e della Gran Bretagna. Fondamentale nell’equilibrio climatico del pianeta la Corrente è il fattore che rende il clima di Inghilterra, Scozia, Irlanda e Nord Atlantico Europeo molto più mite in confronto a zone a latitudini simili che il tepore della corrente non ricevono. La tesi del film “niente corrente uguale glaciazione” non è una proiezione scientifica calcolata al millesimo di quello che accadrebbe se la corrente del Golfo cessasse il suo moto. Quello che è però scientificamente certo è che modificazioni della “rotta”, della temperatura e della velocità della Corrente faranno sentire i loro effetti sul clima di tutto il pianeta.

Stando allo studio pubblicato dal Woods Hale Oceanographic Institution la corrente del Golfo avrebbe, dall’ottobre del 2011, “piegato verso Nord”, puntando verso il New England e riscaldando le sue acque. Quali che siano le conseguenze non è del tutto prevedibile, si possono fare solo ipotesi, dalle meno alle più catastrofiche. Ma anche su quali siano le cause di questo spostamento non ci sono altro che congetture. Forse la forza degli uragani Katrina ed Irene che il Golfo del Messico hanno spazzato, o forse una massa d’acqua fredda che salendo dall’Atlantico meridionale ha “spinto” via la corrente. Fatto sta che da un anno le acque del New England sono più calde e quelle della vecchia Inghilterra più fredde. Riporta Wikipedia:

Secondo alcuni climatologi un aumento della temperatura del pianeta produrrebbe un afflusso di grandi quantità di acqua dolce, liberata dal disgelo della coltre glaciale della Groenlandia e di altre regioni boreali e potrebbe bloccare il cosiddetto “nastro trasportatore” del Nord Atlantico. Un eventuale arresto del nastro trasportatore, o anche soltanto un suo significativo rallentamento, potrebbe raffreddare la regione del Nord Europa anche se le temperature globali continuassero ad aumentare. (…) Se il nastro trasportatore si fermasse avremmo inverni rigidissimi in Europa e nell’America del Nord mentre avremmo forti siccità in molte parti dell’emisfero australe poiché non vi sarebbero più i monsoni provocati dalle correnti calde risalenti verso nord. L’analisi dei dati sul clima preistorico ha fornito alcuni indizi che vanno in questa direzione, ma la loro interpretazione è ancora controversa. Ad esempio sembra quasi certo che, circa 11.000 anni fa, la fusione di estesi ghiacciai posti sul Labrador causò il rallentamento della Corrente del Golfo. Una delle conseguenze dell’evento fu il raffreddamento del clima europeo per un periodo approssimativo di 1.000 anni.

Nel film di Roland Emmerich le prime avvisaglie dell’imminente catastrofe sono perturbazioni di insolita forza in Nord America e in Europa, il frantumarsi di immensi blocchi di ghiaccio e la conseguente riduzione dei ghiacci antartici e il crollo della temperatura dell’acqua del Nord Atlantico. Condizioni che, ad onor del vero, con una velocità differente rispetto alla finzione cinematografica, e con una diversa collocazione dello scioglimento dei ghiacci, si stanno verificando anche nella realtà. I ghiacci artici hanno toccato quest’anno il loro record negativo, a perturbazioni sempre più potenti cominciamo ad abituarci ed ora la Corrente. Se un fatto è un fatto, due una coincidenza e tre una prova, dovremmo forse preoccuparci dei segnali che il pianeta ci sta mandando.