Governo, Presidente, Camere: FAQ elezioni 2013, domande e risposte sul dopo voto

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 6 Marzo 2013 7:50 | Ultimo aggiornamento: 5 Marzo 2013 21:03
Governo, Presidente, Camera: FAQ elezioni 2013, domande e risposte sul dopo voto

La distribuzione dei seggi al Senato, il ramo del Parlamento senza maggioranza

ROMA – F.a.q., frequently asked questions sul dopo voto 2013: tutto quello che avreste voluto sapere sul dopo elezioni ma non avete mai osato chiedere. Partendo dai risultati e dai numeri – che tutti danno per scontati e nessuno ricorda – quali maggioranze e quali accordi si possono fare per eleggere presidenti di Camera e Senato e soprattutto per formare un nuovo governo ed eleggere un nuovo presidente della Repubblica? In forma di domanda e risposta, una guida allo stato dell’arte della democrazia italiana.

Quanti parlamentari sono stati eletti col Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo?
Sono 163, di cui 109 deputati e 54 senatori

Quanti parlamentari sono stati eletti con il Pd?

In tutto 410, dei quali 297 deputati (292 in Italia e 5 all’ester) e 113 senatori (109 in Italia e 4 circoscrizione Estero)
Quanti parlamentari sono stati eletti con Sinistra ecologia e libertà di Nichi Vendola?
Sono 44, dei quali 37 deputati e 7 senatori
Quanti senatori ha il centrosinistra?
Sono 123: 113 del Pd (di cui: 109 in Italia e 4 circoscrizione Estero), 7 di Sel, 1 della lista Crocetta (Sicilia), 2 della Svp (Trentino Alto Adige)
Quanti deputati ha il centrosinistra?
Sono 345: 297 del Pd (di cui: 292 in Italia e 5 circoscrizione Estero), 37 di Sel, 5 Svp (Trentino Alto-Adige) e 6 del Centro Democratico
Quanti parlamentari ha il centrosinistra?
In tutto 468, 123 senatori e 345 deputati

Casini e Fini sono entrati in Parlamento?

Gianfranco Fini no, Pier Ferdinando Casini sì: è stato eletto al Senato, per “Con Monti con l’Italia”: era capolista in Basilicata e Campania. L’Udc, con 1,5%, è riuscito a eleggere 8 deputati. Fli non avrà neanche un parlamentare.
Quanti parlamentari ha Monti?
Può contare su 66 eletti: 19 senatori e 47 deputati (dei quali 8 dell’Udc)

Quanti parlamentari sono stati eletti con il Pdl?

Sono in tutto 197, dei quali 99 senatori e 98 deputati
Quanti parlamentari sono stati eletti con la Lega Nord?
In tutto 35, dei quali 17 senatori e 18 deputati
Quanti parlamentari ha Berlusconi?
Può contare su 245 parlamentari, 118 senatori e 127 deputati: 197 del Pdl, 35 della Lega Nord, 3 del Maie, 1 di Grande Sud

Ma l’Usei (Unione sudamericana emigrati italiani) è di destra o di sinistra? 

Dovrebbe essere “di sinistra”, o meglio votare insieme al Centrosinistra. Alle elezioni del 2006, le uniche in cui si è presentato, l’Usei era alleato con l’Unione. L’unica eletta, Renata Bueno, è membro del Partito popolare socialista brasiliano, il Pps. È figlia di Rubens Bueno, capogruppo del Pps alla Camera dei deputati brasiliana. Quindi, il condizionale è d’obbligo, Bersani potrebbe contare alla Camera su 346 voti: i 345 del centrosinistra più quello di Renata Bueno.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Come si elegge il presidente della Repubblica?
A 30 giorni dalla scadenza del mandato del presidente in carica viene convocato il Parlamento in seduta plenaria, senatori e deputati insieme. Alla seduta partecipano anche tre delegati per ogni regione, tranne la Valle d’Aosta che ne ha solo uno. In tutto sono 630 deputati + 315 senatori + 4 senatori a vita + 58 delegati regionali: fanno 1.007 elettori.

Quanti parlamentari servono per eleggere il presidente della Repubblica?

Sono 672 (la maggioranza di due terzi più uno) nelle prime tre votazioni, dalla quarta in poi bastano 504 voti (la maggioranza del 50% più uno)

L’alleanza Pd-Sel, il centrosinistra può eleggere da sola il presidente della Repubblica?

No: conta su 468 parlamentari. Gliene mancano 36 per arrivare a quota 504.

Il centrosinistra e Monti, se trovano un accordo, possono eleggere il presidente della Repubblica?

Sì: i 468 del centrosinistra e i 66 di Monti insieme fanno 534 voti, 30 in più di quelli che servono per eleggere il successore di Napolitano

Il centrosinistra e Grillo, se trovano un accordo, possono eleggere il presidente della Repubblica?

Sì: i 468 del centrosinistra e i 163 di Grillo insieme fanno 631 voti. Trovassero un accordo anche con Monti, potrebbero eleggere il successore di Napolitano addirittura nelle prime tre votazioni, dove servono 672 voti.

Con chi deve mettersi d’accordo Berlusconi per eleggere il presidente della Repubblica?

Deve mettersi d’accordo con il centrosinistra, o almeno con i 410 parlamentari del Pd. Anche unendo i suoi 245 eletti con i 163 di Grillo e i 66 di Monti, arriverebbe a 474 voti: 30 in meno di quelli che servono per designare il successore di Napolitano.

FORMAZIONE DEL GOVERNO

Si può formare un governo anche quando nessun partito o coalizione ha una maggioranza chiara in Parlamento?
Sì, in tanti modi: con il governo di larghe intese o “governissimo”; con un governo di scopo; con un governo “traghetto”, “ponte”, o “balneare”; con un governo di minoranza o della “non sfiducia”.

Che cos’è un governo di minoranza o della “non sfiducia”?
È un governo formato di solito da un solo partito o coalizione, di solito quello che ha la maggioranza relativa, quando le divergenze fra le forze politiche non rendono possibili accordi. Il partito di maggioranza relativa vota la fiducia, mentre quasi gli altri si astengono per consentire al governo di nascere. È una formula che, tuttavia, richiede un’intesa con la gran parte delle forze presenti in Parlamento. Al Senato, infatti, l’astensione vale come un voto contrario: non basta astenersi, bisogna abbandonare l’aula al momento del voto di fiducia. L’operazione è complicata perché non tutti devono uscire dall’Aula, visto che al momento della votazione deve essere garantito il numero legale, che ora è di 160 senatori, ovvero il 50% dei componenti l’assemblea + 1. Quindi il presidente Giorgio Napolitano potrebbe affidare l’incarico a Pier Luigi Bersani solo se quest’ultimo potrà garantirgli l’appoggio – fra favorevoli e astenuti – di 160 senatori, più quello di altri 97 pronti ad uscire dall’aula al momento del voto di fiducia.

Ci sono mai stati esempi di un governo di minoranza in passato?
Sì. Quello più famoso è datato 1976, il governo Andreotti III, monocolore dc, in carica dal 29 luglio 1976 all’11 marzo 1978. Nelle elezioni anticipate del 1976 la Dc prese il 38% dei voti, il Pci arrivò al 34%. In Parlamento l'”arco costituzionale” (tutti i partiti tranne il Movimento sociale italiano), si astennero. Il giorno del voto di fiducia, il 6 agosto 1976, il governo Andreotti III passò con 136 voti favorevoli, 17 contrari e 69 astenuti. Al momento della votazione erano presenti 222 senatori: l’accordo di quasi tutti i partiti permise di avere il numero legale (in quella legislatura, su 323 componenti, ne servivano 162) e allo stesso tempo un numero di astenuti inferiore ai voti favorevoli: al Senato l’astensione vale come voto contrario.

Che cos’è un “governo di scopo”?
È un governo di breve durata e di natura “tecnica”, guidato da una personalità super partes. Nasce di solito con una maggioranza trasversale e uno “scopo” fissato in pochi punti. L’esempio più calzante di “governo di scopo” è il governo Dini: nacque nel gennaio 1995 con il voto favorevole del centro, dei progressisti e di parte del centrodestra e con l’astensione del resto del centrodestra. Al momento della fiducia c’erano 222 senatori presenti: 191 votarono a favore, 17 contro, 2 si astennero, uno uscì dall’aula. Il governo guidato dall’ex governatore della Banca d’Italia Lamberto Dini aveva come programma la manovra finanziaria, la riforma delle pensioni e il varo di una nuova legge elettorale. Realizzò solo due obiettivi su tre, poi si andò a votare per le politiche dell’aprile 1996.