Balneari? Della “ciccia” indennizzo se ne parla… dopo l’estate

Accordo sui balneari, ma accordo che elude la "ciccia" dell'indennizzo e rimanda di almeno sei mesi, forse diciotto mesi, comunque a qualcun altro decisione e scelta.

di Riccardo Galli
Pubblicato il 27 Maggio 2022 - 09:59
Balneari

Balneari? Della “ciccia” indennizzo se ne parla… dopo l’estate (foto ANSA)

Sono circa cinquemila, non cinque milioni e neanche cinquecentomila. Non lasciano gran segno e impronta nella quota di Pil nazionale e neanche nella quota di contributo all’erario. Eppure, una volta stabilito a grandissima fatica che la concessione di spiaggia demaniale ad uso appunto di privata attività balneare non è a vita e che la regola del chi primo arriva sempre alloggia può subire qualche sofferta eccezione, governo e Parlamento e partiti si son detti sfiniti dall’impresa. E quindi l’accordo sulla questione balneari è stato un accordo ad accordarsi su tutto. Tutto tranne la “ciccia”. E la “ciccia” nel caso sono gli indennizzi, il quanto degli indennizzi. 

Nel caso, improbabile e comunque reso di impervia realizzazione, di una gara pubblica in cui il vecchio gestore di stabilimento balneare non riconquista la concessione, quanto gli è dovuto per legge da chi subentra? Domanda mica da poco. Ma la risposta non c’è, è delegata ai decreti attuativi. Entro sei mesi, domani, non oggi. Balneari, se ne parla dopo l’estate. Magari non questa, la prossima.