Borse e finanza, dollaro ai minimi. Se la Fed non alza i tassi entro l’anno

di Filippo Diododvich
Pubblicato il 14 Maggio 2015 6:40 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2015 2:02
Borse e finanza, dollaro ai minimi. Se la Fed non alza i tassi entro l'anno

Borse e finanza, dollaro ai minimi. Se la Fed non alza i tassi entro l’anno

MILANO – Filippo Diodovich ha scritto questo articolo dal titolo “Dollaro ai minimi” anche per la rivista Uomini & Business

Pesante deprezzamento per il dollaro dopo l’ennesimo dato macroeconomico deludente. Le vendite al dettaglio di aprile non hanno evidenziato alcun incremento rispetto al mese precedente, ben peggiori rispetto alle attese del consensus fissate per un rialzo dello 0,2% m/m. L’indice core escluso il settore dei trasporti ha mostrato un rialzo dello 0,1% (aspettative +0,5% m/m). Anche l’inizio del secondo trimestre dalla parte dei consumi parte molto male dopo un PIL del primo trimestre, rivelato dalle prime stime pubblicate le scorse settimane, molto sconfortante. Incominciano così ad aumentare fortemente i dubbi che la Federal Reserve nella sua posizione macro-oriented possa decidere di alzare i tassi d’interesse entro la fine dell’anno. Crediamo che sarà da monitorare con grande attenzione il prossimo statement del FOMC (la commissione operativa della FED) che sarà pubblicato il 17 giugno con annesse le proiezioni economiche. Riteniamo che un esplicito cambio di prospettiva dei membri della commissione monetaria sullo stato di salute dell’economia statunitense possa modificare le nostre attese fissate su un rialzo del costo del denaro a ottobre, posticipandolo a dicembre2015 se non nel primo trimestre 2016.

Eurodollaro vicino ai massimi del mese

Gran balzo del cambio eurodollaro sulla scia della debolezza del biglietto verde. E’ stato il deludente dato macro sui consumi a mettere le ali al cross tornato a 1,1350 vicino ai massimi del mese segnati il 7 maggio a 1,1390. In giornata nel Vecchio Continente erano stati pubblicati anche i dati sul PIL del primo trimestre (molto bene Italia e Francia) ma non avevano particolarmente rafforzato la moneta unica. Nel breve periodo l’eventuale superamento delle resistenze in area 1,14 creerebbe i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 1,1535.

Balzo del Cable che non soffre l’inflation report della BoE

Ultime 4 settimane superperformanti per la sterlina che contro dollaro ha evidenziato un apprezzamento dell’8% da 1,46 a 1,57, grazie anche alla vittoria dei Conservatori di Cameron alle recenti elezioni che hanno allontanato lo spettro di un Hung Parliament. Oggi le quotazioni della sterlina erano state appesantite dall’inflation report della Bank of England che ha deciso di tagliare le stime di crescita del Regno Unito per il 2015. L’atteso rialzo dei tassi d’interesse (al momento allo 0,5%) sarà rimandato al secondo trimestre 2015. Crediamo che la BoE guarderà con particolare attenzione la Federal Reserve e non interverrà sul costo del denaro prima dell’istituto centrale statunitense. Nel pomeriggio la forte debolezza del dollaro ha permesso al cable di dare continuità al movimento rialzista partito da metà aprile. Riteniamo possibile un ulteriore apprezzamento del cross verso gli obiettivi situati a 1,5820 e 1,6185.

Focus Brasile: austerity in vigore, real recupera un po’ di terreno

Ricordiamo il Brasile nel 2010 quando mostrava un PIL in crescita del 7,5% e faceva parte dei BRICS, l’acronimo che un celebre analista di Goldman Sachs, Jim O’Neill, aveva utilizzato per indicare i paesi emergenti più potenti. Dopo il primo mandato del presidente Dilma Rousseff (comunque rieletta nelle recenti elezioni presidenziali) il Brasile si ritrova con un’economia in grosse difficoltà. Il PIL nel 2015 è stimato scendere dell’1%, la disoccupazione è ritornata a crescere, le pressioni inflazionistiche sono estremamente elevate e la sostenibilità del debito è a rischio. Le agenzie di rating hanno minacciato di downgradare il rating del debito brasiliano a junk e l’amministrazione Rousseff con il nuovo ministro delle finanze Joaquim Levy ha lanciato forti misure di austerity con tagli alla spesa pubblica e aumento dell’imposizione fiscale, per mantenere l’investment grade attuando politiche di consolidamento fiscale. Il rapporto deficit/PIL è in costante peggioramento arrivato fino al 4%. E oltre ai problemi macro vi sono anche gli scandali di corruzione che hanno colpito la grande compagnia a partecipazione statale Petrobas.

Il real ha recuperato terreno soprattutto da metà marzo fino a fine aprile (+13% contro dollaro) sulla scia della debolezza del biglietto verde e della politica monetaria restrittiva della banca centrale brasiliana costretta a mantenere sotto controllo l’inflazione elevata.

Le nostre prospettive sul cambio di medio/lungo periodo sono ribassiste sul real. Il cambio USDBRL dovrebbe tornare a riavvicinarsi ai massimi di inizio anno in area 3,35 quando saranno nel vivo le discussioni tra i membri della FED per rialzare i tassi d’interesse. Nel breve periodo possibile una posizione short su USDBRL sulla scia del debole dollaro. Da un punto di vista di trading tenere in considerazione i seguenti livelli sul cambio, supporto a 2,90 e resistenza a 3,15.