Conte, la vendetta: fa schizzare il M5s nei sondaggi, Meloni sbalordita, lo vedeva ko, invece paga il Pd

di Bruno Tucci
Pubblicato il 2 Marzo 2021 12:40 | Ultimo aggiornamento: 2 Marzo 2021 12:40
Conte, la vendetta: fa schizzare il M5s nei sondaggi, Meloni sbalordita, lo vedeva ko, invece paga il Pd

Conte, la vendetta: fa schizzare il M5s nei sondaggi, Meloni sbalordita, lo vedeva ko, invece paga il Pd

Giuseppe Conte è sul viale del tramonto? Nemmeno per sogno. Chi si illudeva, come Salvini, Renzi ed anche la Meloni, di vederlo al tappeto dopo il Ko del mese scorso, rimarrà sbalordito. Dopo aver letto gli ultimi sondaggi. Si replica: le indagini di mercato lasciano il tempo che trovano. Ma non è così, perché otto volte su dieci le due cifre (ipotesi e risultato finale) coincidono o quasi.

E allora, se la situazione è quella che ci mostrano gli ultimi numeri, dobbiamo riconoscere che l’ex premier è tutt’altro che scomparso.

Immaginiamo, come è ormai nei fatti, che Conte sia il nuovo leader dei 5Stelle. Ebbene, se si presentasse alle elezioni con questo schieramento, i pentastellati (li dobbiamo ancora definire così?) arriverebbero a superare il 22 per cento con un balzo di ben 6 punti. Il Pd scenderebbe di quattro, mentre i berlusconiani e Fratelli d’Italia perderebbero poco meno di un punto. Con la Lega in calo anch’essa di un punto.

La scossa di Conte

Il panorama politico italiano subirebbe una violenta scossa e tutti, nessuno escluso, dovrebbero vedersela con i nuovi 5Stelle. Perché nuovi? Proprio per l’arrivo ufficiale di Giuseppe Conte alla guida del Movimento che cambierebbe notevolmente il suo appeal, diventando un vero e proprio partito. Con un suo “capo”, una sua direzione, un congresso qualora lo si voglia tenere, una maggioranza e una minoranza.

Vogliamo chiamarle correnti? Perché nelle altre forze politiche non si respira la stessa aria? Basterebbe prendere ad esempio l’attuale Pd. Diviso dalle fazioni. Incattivito dalle idee discordanti. Con un segretario che si difende e rimanda un congresso che molti nel partito avrebbero voluto tenere nella tarda primavera. Assolutamente no, tutto è rimandato a data da destinarsi senza le primarie.

Tornando ai 5Stelle, sarà interessante seguire l’evolversi della situazione. Dal “vaffa day” alla metamorfosi kafkiana di un gruppo che ha compreso di dover cambiare diventando, se volete, più governista.

Il merito è da attribuire a Giuseppe Conte? Probabilmente si. Lo confermano gli ultimi sondaggi effettuati dopo la “santificazione” di Beppe Grillo. Che non ha avuto voci contrarie. Ci si potrebbe chiedere: perché l’avvento dell’ex premier ha dato una nuova spinta ai pentastellati?

Cosa ci vede la gente in Conte?

Cosa vede in Conte l’opinione pubblica che continua a seguirlo nonostante le sberle degli ultimi mesi? Innanzitutto, per la sua capacità di mediazione. Quando ha a che fare con due correnti di pensiero, riesce spesso a trovare un quid che possa soddisfare gli uni e gli altri.

Poi, il suo modo di porsi: elegante, mai sguaiato, vestito in maniera inappuntabile sempre con giacca e cravatta. Per questo, molti si rendono conto che i 5Stelle con lui cambieranno. Rimarranno quella forza che vuole imprimere al Paese una svolta, ma al tempo stesso perdendo quella qualità che tanto piaceva al Grillo di una volta.

Da qui alle elezioni mancano ancora molti mesi, la situazione potrebbe mutare di sana pianta. Ma non c’è dubbio che comunque la si giri, gli avversari dei pentastellati non avranno vita facile. La si può definire una vendetta di Conte? È presto per fare previsioni.