Sampdoria-Genoa 2013: funghi e pere, i frutti dolci del derby

di Franco Manzitti
Pubblicato il 17 settembre 2013 14:12 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 14:14
Samp-Genoa 2013: funghi e pere, i frutti dolci del derby

Samp-Genoa 2013: funghi e pere, i frutti dolci del derby

GENOVA –  Sampdoria-Genoa: funghi e pere, frutti dolci del derby. Era cominciata come una spy story quella del derby genovese tra Genoa e Sampdoria, partita dai tanti sapori, dalle attese nervose e dai seguiti che fanno perfino cambiare faccia alla città il giorno dopo. In un clima tradizionalmente riservato, vero understatment inglese, chi perde sparisce come se fosse cancellato, chi vince spradoneggia, maramaldeggia in un festival di battute e di show che snudano l’altra faccia del mood zeneise, l’ironia corrosiva.

La spy story dell’allenatore dei portieri genoani, Luca De Prà, nipote di una gloria rossoblu, vincitore di due scudetti agli albori del Cricket and Foot Ball Club, era stato beccato in tuta mimetica e scarponi sulla collina di Bogliasco, sopra il campo di allenamento dei “nemici” blucerchiati. Lo avevano scoperto gli sceriffi sampdoriani e lo avevano pure fotografato sotto un albero, rannicchiato nella sua mimetica, senza infliggergli punizioni, ma smascherandolo e innestando una manfrina che sembrava lo sfondo ideale per la umiliazione dei rossoblu prossima ventura.

Ma se sono costretti a spiare i calci di punizione e gli schemi del nemico, salendo nei boschi con il cannocchiale sono veramente messi male questi genoani! Sul fedifrago, smascherato e punito anche dalla sua società, che aveva preso anche schizzinose distanze, definendo la iniziativa assolutamente autonoma, si è scatenata un’ondata di riprovazione e di sfottò.

Nessuno credeva a un’iniziativa autonoma ma a una mission ordinata dall’allenatore del Genoa, il giovane e malsicuro Fabio Liverani, ex giocatore della Lazio e dell’Udinese, senza ancora il patentino da trainer, che nel derby si giocava probabilmente la panchina: avesse perso, inesorabile la legge del patron Enrico Preziosi si sarebbe abbattuta su di lui, come i fulmini e i temporali che avrebbero inondato lo stadio di Marassi nelle ore del pre-partita.

Inoltre la scoperta dello spione, del 007 beccato con le mani nel sacco, aveva armato il tifo avversario: boom di acquisti di tute mimetiche da sfoggiare allo stadio e striscioni per umiliare i genoani nella bolgia di Marassi, durante una delle partite più colorate del campionato italiano, il mitico derby.

Però, ora che il derby inesorabilmente l’hanno vinto i genoani per tre a zero, senza discussioni, asfaltando i blucerchiati in una partita dominata da cima a fondo, come sempre sovvertendo le previsioni della vigilia, ballerine come sempre nelle stracittadine ma in fondo sempre rispondenti alla regola dello sfavorito vincente novanta su cento, quella storia di spionaggio alla campagnola, goliardica e naif, si è capovolta a vantaggio del nostro eroe,  il De Prà Luca, nipote d’arte.