Rai, Matteo Renzi “cambi verso”. Svendita piace a Grillo, Berlusconi e…Gelli

di Giuseppe Giulietti
Pubblicato il 19 febbraio 2014 13:30 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2014 13:30
Rai, Matteo Renzi "cambi verso". Svendita piace a Grillo, Berlusconi e...Gelli

Rai, Matteo Renzi “cambi verso”. Svendita piace a Grillo, Berlusconi e…Gelli

ROMA – Rai, Matteo Renzi “cambi verso”. Svendita piace a Grillo, Berlusconi e…Gelli. Beppe Grillo ritiene la Rai la madre di ogni iniquità e la vorrebbe liquidare o forse svendere al primo passante. Opinioni legittime in un paese che si suole definire democratico e dunque capace di ospitare tutti i punti di vista: e infatti Grillo lo ha potuto fare a Sanremo, in occasione della apertura del festival e godendo di una straordinaria copertura mediatica, a cominciare da quella della Rai, peraltro rifiutandosi di rispondere alle domande dei giornalisti.

Non si tratta di opinioni nuove di zecca, perché le stesse parole, quasi identiche, furono scagliate da Berlusconi e da Bossi, all’inizio della loro avventura. Poi entrarono nel Consiglio di Amministrazione, cacciarono quelli che non gli piacevano e si presero anche gli sgabelli del bar di viale Mazzini. Prima di loro aveva profetizzato il ” Dissolvimento del servizio pubblico” Licio Gelli nel suo Piano di Rinascita nazionale, dunque nulla di nuovo sotto il sole.

Chi non ha avuto nulla da ridire nel passato, non dovrebbe ora fare tante storie per l’esibizione sanremese di Grillo. Ben altre lobbies, protette dall’oscurità, sperano di approfittare di una svendita della Rai per poter mettere le mani, magari a prezzi di saldo sulle frequenze e soprattutto sugli immensi archivi di immagini e suoni che la Rai possiede, e che sono un patrimonio di inestimabile valore. Per queste ragioni il fronte dei cosiddetti riformatori, oltre a replicare a Grillo, dovrebbe incalzare Matteo Renzi e chiedere che, finalmente, si decida, almeno Lui, ad adeguare la situazione italiana a quella europea, a partire dal settore dei media.

La risoluzione del conflitto di interessi, la reintroduzione delle normative antitrust, la rottura del cordone ombelicale che ancora lega le Autorità di garanzia e il Consiglio di amministrazione della Rai ai governi e alle forze politiche, debbono diventare priorità. Sino a quando questo rapporto di dipendenza non sarà stato risolto, nessun processo di radicale riforma, di pulizia etica, di piena valorizzazione dei talenti, avrà mai la possibilità di avere successo, e le grida del contestatore di turno avranno le loro ragioni ed un loro vasto pubblico. Per questo, ora piú che mai, sarà il caso di chiedere a Matteo Renzi di ” Cambiare Verso..”…