Grecia. Il fallimento di Tsipras, la Merkel lo ha messo in un angolo

di Giuseppe Turani
Pubblicato il 2 luglio 2015 5:49 | Ultimo aggiornamento: 1 luglio 2015 23:54
Grecia. Il fallimento di Tsipras, la Merkel lo ha messo in un angolo

Alexis Tsipras (Foto LaPresse)

MILANO – Giuseppe Turani ha scritto questo articolo anche per Uomini & Business col titolo “Scacco matto a Tsipras“.

“C’è chi si affanna ancora a cercare di capire come si può fare per “salvare l’Europa”. E non si rende conto che nelle ultime ore la questione si è rovesciata. Il problema non è più difendere la costruzione europea da quel piccolo gaglioffo di Tsipras, il problema è come può il premier greco salvare se stesso e il suo paese.

Nella notte fra martedì e mercoledì ha mandato un’ennesima lettera alla troika, dicendosi pronto a accettare le proposte di Bruxelles, salvo alcune correzioni. E il gioco era molto scoperto: avviare un’altra tornata di trattative. Perdere (o guadagnare) altro tempo. Giustamente la signora Merkel lo ha mandato a quel paese: ormai avete deciso di fare il vostro anomalo referendum? Bene, fatelo e poi ne parliamo.

Mossa da manuale a cui Tsipras non sa come rispondere. Fa comizi, ma la sostanza della vicenda è che la Merkel lo ha infilato in una buca. Se infatti vincono i “no” (cioè la Grecia rifiuta le proposte della troika, già ritirate peraltro), da lunedì dovrà cercare di organizzarsi da sola. E magari Putin darà ossigeno per qualche mese, ma non più di tanto. Poi, la Grecia dovrà navigare con i suoi mezzi. E non potrà che andare incontro al disastro sociale e umanitario prima ancora che economico.

Se invece dovessero vincere i “si”, sarà dura per Tsipras gestire una nuova fase di trattative con la troika, avendo invitato a votare ”no”. In pratica è chiuso dentro una trappola infernale. Può scegliere solo se mandare la Grecia verso il disastro o se andarsene a casa.

Potrebbe, comunque, scegliere una terza via: buttare la palla in tribuna, dire che è tutto un casino, e andare a nuove elezioni sperando di vincerle di nuovo. Cosa che magari potrebbe anche accadere. Dopo di che si ritroverebbe esattamente al punto in cui si troverà lunedì: dovrà abbassare la testa e andare a trattare con la troika.

Come si vede, non c’è alcuna Europa da salvare. Nessun paese, finora, si è schierato al fianco di Tsipras: solo qualche minoranza chiassosa e screditata nei vari paesi (m5s in Italia, ad esempio, più quei perdigiorno die fassiniani e civatiani). E un lo’ di sciocchi commentatori italiani, più studiosi e opinionisti anglosassoni ai quali non pare vero di vedere guai in Europa. Ma non c’è nessuna alleanza a livello di Stati.Al massimo leader come Renzi chiedono un po’ meno di austerità, ma chiedono anche a Tsipras di non rompere più e di fare fronte ai suoi impegni.

In conclusione, l’Europa regge, Tsipras non si sa”.