Editoria. Newsweek settimanale muore. Rinasce web

di Licinio Germini
Pubblicato il 1 Gennaio 2013 9:49 | Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2013 10:01

Bill Clinton e Monica Lewinsky; una grande inchiesta di Newsweek che portò quasi alla caduta del presidente

NEW YORK, STATI UNITI – Newsweek, il grande settimanale americano, chiude, Newsweek rinasce sul web: è il primo evento dell’anno dell’editoria globale, un evento inevitabile, ma anche doloroso.

Prima dell’avvento di internet all’incirca una ventina di anni fa, nel 1992, fare il giornalista, e specialmente il corrispondente all’estero, era diverso, molto diverso, e molto più difficile. Chi faceva il corrispondente dagli Stati Uniti, da Washington o New york, come anche da altre capitali, per esempio, doveva ogni mattina sottoporsi alla lettura di pacchi di giornali per trovare notizie, o andarsele a cercare con grande dispendio di tempo.

Una fonte che rendeva il lavoro più agevole era il settimanale, il news magazine, Newsweek, che con la sua possente redazione copriva praticamente tutto, consentendo ai giornalisti di scovare news e materiale di background cui essi, diciamo così, si ispiravano. Certo, negli States non c’era solo Newsweek, ma anche un’altra pubblicazione, il New York Times, che il corrispondente della Stampa Mario Ciriello definì ”la fonte di tutta la saggezza” per chi ogni giorno doveva mandare un pezzo a casa.

Ma ora, alla data del 31 dicembre Newsweek è sparito dalle edicole, reincarnandosi in pubblicazione digitale. Che cosa è successo? C’è stato l’esodo dei lettori e della pubblicità verso internet, dove trovare una notizia, un background o qualsiasi altra cosa è molto più facile che sfogliare le pagine di Newsweek. Dal 2005 la circolazione di Newsweek è crollata di mezzo milione di copie, a quota un milione e mezzo, le pagine pubblicitarie sono scese dell’80 per cento mentre le perdite ultimamente avevano raggiunto i 40 milioni di dollari.

Fondato nel 1933 dall’ex-caporedattore esteri di Time, Thomas Martyn, Newsweek è entrato nelle case di molti americani per decenni, informandoli su qualsiasi cosa, dalla guerra in Vietnam alle critiche cinematografiche. Poi sull’editoria è piombata internet, e tutto è cambiato, senza escludere che tutto cambi ancora.

Newsweek è sempre stato in gara con Time Magazine, come la Coca e la Pepsi Cola, ma dall’alto delle sue 3 milioni e 300 mila copie vendute, al momento sono in pochi a prevedere che Time faccia la fine del concorrente.

Come addio ai lettori cartacei l’ultimo numero del magazine ha pubblicato in copertina la foto dell’Empire State Building con sovraimpressa la scritta ”Ultima Edizione Cartacea”. Dopo circa 80 anni si trasferisce sul web come sito a pagamento. Si chiama Newsweek Global e costa 4,99 dollari a copia o 24,99 dollari per un abbonamento annuo.

La nuova edizione, Global Newsweek, verrà realizzata in sinergia con il sito web The Daily Beast, diretto da Tina Brown, direttrice anche del settimanale.

Il passaggio al web avrà conseguenze anche sul piano dei contenuti, che saranno adattati, secondo quanto ha anticipato la responsabile editoriale, “pensando a un pubblico di lettori in movimento, interessato alle notizie mondiali spiegate in un contesto sofisticato”.

Come andrà la nuova incarnazione di Newsweek sul web? L’esperienza di altre pubblicazioni andate online è variegata. Quella di US News & World Report, passato al web nel 2008, è positiva, con una redazione di 180 persone, secondo il suo direttore Brian Kelly, grazie alla popolarità tra gli universitari. Ma altre pubblicazioni online che chiedono abbonamenti non se la stanno passando bene. Il Daily di News Corp ha cessato le pubblicazioni il 15 dicembre, dopo che il suo esperimento online è fallito.