Casamonica a casa Vespa, audience non olet

di Lucio Fero
Pubblicato il 9 Settembre 2015 15:54 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2015 15:57
Casamonica a casa Vespa, audience non olet

Foto Ansa

ROMA – Ha dato fastidio, è sembrato un po’ troppo sentire i rampolli di casa Casamonica magnificare in casa Vespa il papà defunto, la famiglia tutta, il funerale a sfregio del resto del mondo? Troppo tardi per provare fastidio, da già troppo tempo in tv il troppo che stroppia è la regola quotidiana.

Ogni parere bislacco, ogni macchietta e caricatura sociale, ogni improbabile invenzione e tesi (si fa per dire) sono di casa nei format Rai, Mediaset e da un po’ di tempo purtroppo anche La7. Sky pure si sta adeguando. In tv, ricercato e coccolato ospite si chiama chiunque faccia casino, rumore, sensazione. Insomma nani, ballerine, acrobati, ventriloqui, pagliacci e donne cannone della politica, della cronaca, della società tutta.

Questa e non altra è la merce non solo cercata ma anche privilegiata in tv. E’ una pratica, anzi una norma, anzi un costume, anzi una sub cultura spacciata per professionalità che investe tutti e a cui nessuno si sottrae. Ha pure il suo grazioso alibi: il diritto/dovere di cronaca.

E allora? Allora se il primo Comandamento in e della televisione è: audience non olet. Se gli indici di ascolto mai e poi mai “puzzano”, se ogni mezzo è lecito, anzi benvenuto e benedetto pur di tenerli alti quegli indici, se una televisione in chiara impotenza autoriale ritiene tutta sia utile e sano ricorrere al viagra dell’ospite “scandaloso”, perché prendersela proprio e solo con Bruno Vespa?

Ha fatto quel che fan tutti e se qualcuno dei conduttori od operatoti della televisione dovesse storcere il naso rispetto ai Casamonica a casa Vespa, allora siamo ai classicissimi sepolcri imbiancati. La regola è che in tv vengono invitati i “peggio” proprio perché sono i “peggio” e l’altra regola è che in tv si può, anzi si deve dire qualunque cosa purché sia discretamente volgare, abbastanza urticante, possibilmente fetente. I Casamonica a casa Vespa hanno rispettato alla meglio il format più consigliato in e dalla televisione.

Preoccupati o addirittura indignati perché Vespa è stato nei confronti dei suoi ospiti più maggiordomo che intervistatore? In questo caso siete un po’ ipocriti. Non c’è davvero nulla da stupirsi. Vespa è maggiordomo verso i suoi ospiti da sempre e per disposizione naturale. D’altra parte è così che piace a tutti quelli che vanno da decenni a Porta a Porta. Vespa piace a loro e loro piacciono a Vespa. E’ accaduto anche stavolta, infatti Vittorio Casamonica junior ha pubblicamente ringraziato il “presidente” della cosiddetta terza Camera italiana.

Si poteva fare a meno di offrire palcoscenico, luci, riflettori e megafono a chi racconta che la “vera mafia è la politica” e che “la nostra famiglia pensa solo al lavoro”? Sì, si poteva. Anni fa, forse. Oggi non più. Ogni trasmissione e conduttore racconta in fondo la medesima storia, la mafia è la politica e la famiglia, le famiglie, pensano solo a lavorare. Quindi i rampolli Casamonica li avrebbero invitati tutti in trasmissione. Magari con qualche cortesia formale in meno ma non pare poi una grande differenza.