Monti “miracolo mariano”: far pagare le tasse alla Chiesa con il suo sì

di Lucio Fero
Pubblicato il 16 Febbraio 2012 - 13:31 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – No, non basterà più avere una cappella al primo piano o un oratorio in cortile per essere esentati dal pagamento dell’Imu (la vecchia Ici) se negli altri quattro piani dell’edificio c’è una clinica oppure un pensionato-albergo-ostello per pellegrini del turismo religioso. Non basterà più e la domanda stizzosa e paradossale “ma se metto un altare a casa mia, anch’io non pago la tassa?” non avrà più ragion d’essere né corso legale nel mercato dell’opinione diffusa. Le migliaia, quante non si sa, ma alcune stime dicono almeno diecimila di edifici “un po’ di culto e un po’ di commercio” pagheranno la tassa. C’è chi calcola introiti per il fisco di cento/duecento milioni, chi allarga la stima fino a un miliardo. Qualunque sarà la cifra, la Chiesa pagherà la tassa, ed è un miracolo “mariano”.

Romano Prodi governava con una maggioranza dentro la quale c’era la sinistra tutta, moderata e alternativa e tutte le forme della laicità più o meno coagulate in partiti e correnti, “anime” dei partiti. Questa maggioranza e quel governo riuscirono a fare una timidissima legge in cui si leggeva: “Sono esentati gli edifici e i luoghi adibiti a uso non esclusivamente commerciale”. Cioè pagavano la tassa solo gli edifici di proprietà a vario titolo ecclesiastica che non facevano “esclusivamente” attività commerciale. Cioè non pagava nessuno, la famosa “cappella al primo piano”. Eppure allora la Chiesa si accigliò di fronte a questa norma, la guardò con sospetto: anche se era esenzione di fatto ammetteva almeno il principio che qualcosa da qualche parte si dovesse pagare. La Chiesa lo interpretò se non come un affronto almeno come una mancanza di rispetto e lo fece sapere.

Poi arrivò Berlusconi con i suoi governi e la sua maggioranza. C’erano dentro i difensori della vita e i custodi politici e parlamentari dei “valori non negoziabili” della Chiesa cattolica. E c’erano anche i leghisti di Bossi che una volta tuonò contro “i vescovoni di Roma”. C’erano gli animatori dei “famiglia day”, c’era soprattutto Berlusconi e la sua voglia di compiacere la Chiesa politicamente e anche individualmente. La norma e la prassi diventarono esenzione di fatto dall’Ici per tutti gli edifici di proprietà e di attività della Chiesa cattolica in Italia. L’Europa segnalò a suo tempo che questo era un trattamento fiscale discriminante, un aiuto di Stato indebito e in grado di distorcere la concorrenza in attività commerciali. L’Europa chiese conto all’Italia. L’Italia ignorò e buttò la palla in tribuna. Nessuno voleva, poteva, si sognava di arrecare disturbo alla Chiesa. Nessuna maggioranza, né quella di destra, né quella di sinistra, nessun governo.

Poi il “miracolo mariano” che non consiste tanto nel farla pagare la tassa alla Chiesa, anche se ancora da vedere quanta tassa e dove. Il “miracolo mariano” consiste nel fatto che la Chiesa ci sta a pagare, non fa barricate e neanche scomunica. E’ come se la Chiesa dicesse: bastava chiederlo. Ma nè Prodi e neanche Berlusconi trovarono il modo di “chiederlo” a nome dello Stato italiano. Mario Monti e il suo governo l’hanno chiesto e la Chiesa ha risposto: va bene, mettiamoci solo a fare i conti. La Chiesa ha risposto va bene: una mensa per i poveri non pagherà l’Imu o l’Ici che dir si voglia e neanche ovviamente lo pagherà un edificio dove c’è una chiesa con la minuscola, quella dove si dice Messa, si confessa e i fedeli pregano. E non si pagherà l”Imu/Ici neanche per gli oratori e i locali parrocchiali aperti al culto e alle attività sociali. Ma si pagherà se e dove la Chiesa amministra prestazioni sanitarie oppure di fatto alberghiere. E in caso di edificio “misto”, la tassa si pagherà pro quota, a seconda delle superfici adibite al culto o al sociale oppure a quelle commerciali.

Dice che lo si fa “per l’Europa”, perché ce l’ha chiesto l’Europa avviando “procedura d’infrazione”. In realtà lo facciamo per noi, per giustizia ed equità. Come riconosce e accetta anche la Chiesa cattolica e come farebbero bene ad accettare e riconoscere anche le altre entità e associazioni che ospitano nei loro edifici e locali attività “miste”. E’ un “miracolo mariano” ma questa volta la Madonna non c’entra, anche se è ipotizzabile sarebbe d’accordo se la divinità si occupasse di queste terrene questioni. Il miracolo “mariano”, quello di far pagare la tassa alla Chiesa con la Chiesa d’accordo è di origine terrena appunto: ce n’era urgenza e bisogno, ce n’erano le condizioni. Mario Monti ha colto l’occasione.