Perché i dollari alle banche europee? Perché l’euro si azzoppa in Grecia

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 16 Settembre 2011 13:46 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2011 13:46

ROMA – Un po’ meno di quando su una nave gli altoparlanti invitano ad indossare i giubbotti salvagente e…”non è una esercitazione”. Un po’ più di quando su un aereo hostess o steward pregano di allacciare le cinture ed è solo una precauzione. Qualcosa di mezzo tra le due situazioni, diciamo come quando ai soldati vengono distribuite le munizioni perché dalla trincea o dal fortino possano resistere e rispondere all’attacco che non è solo una probabilità. Questo, qualcosa di questo tipo, di questo terzo tipo è stata la decisione e l’annuncio delle Banche Centrali, europea, americana,  giapponese, inglese e svizzera di garantire alle banche europee di rifornimenti in dollari a tasso fisso e in quantità illimitata. Dollari da prendere in tre tranches, il 12 ottobre, il 9 novembre e il 12 dicembre del 2011, in modo che possano averne in cassa fino a marzo 2012. Perché i dollari alle banche europee garantiti e forniti dalle Banche Centrali? Perché l’euro si azzoppa in Grecia: è questa la calcolata previsione e non più il semplice timore.

Se l’euro si azzoppa in Grecia, cioè se la Grecia “salta”, fa default più o meno controllato, quel giorno, quei giorni le banche europee avranno bisogno di liquidi. E quel giorno, quei giorni e forse settimane, le banche europee non si presteranno soldi tra loro, men che mai euro. Ciascuna banca diffiderà dell’altra perché ognuna non sa e non si fida di quanti titoli di Stato greci o di altri “debiti sovrani”, italiani, portoghesi, irlandesi, spagnoli ciascuna ha in cassa e in pancia. Titoli che con l’euro azzoppato in Grecia perderanno in quei giorni e settimane valore. E allora ogni banca non scambierà valuta, moneta e finanziamenti con l’altra. E ogni banca bloccherà il credito ai rispettivi clienti e alle economie dei rispettivi paesi. Ogni banca quei giorni e quelle settimane entrerà in quarantena e dichiarerà quarantena nei confronti dell’altra: il sistema del credito in Europa entrerà in una sorta di coma farmacologico. Per evitare questo gli altoparlanti annunciano alle banche europee che possono rifornirsi dei “salvagente” in dollari, che vanno “allacciate le cinture” e che le “munizioni” verranno distribuite. Annuncio utile, scelta doverosa, mossa saggia quanto obbligata. Ma non c’è da far festa, esattamente come non c’è da far festa e complimentarsi sulla nave dicendo: “che bello, ci sono i giubbotti” o rincuorarsi in trincea perché arrivano i proiettili da mettere in canna.

Una riunione straordinaria e per certi versi drammatica dell’Eurofin è in corso, con la partecipazione inconsueta del ministro del Tesoro americano, Paul Geithner. Stanno preparandosi al default della Grecia. Non lo gridano dagli altoparlanti, ma gli altoparlanti hanno invitato le banche europee ad andare a prendersi i giubbotti, allacciare le cinture e riempire i caricatori. E’ la stessa cosa, solo che, come si conviene, l’annuncio vien dato depurato dal panico.