Renzi, taglia il miliardo alla politica e taglia gambe a Grillo e Forconi

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 9 Dicembre 2013 16:55 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2013 18:18

Renzi, taglia il miliardo alla politica e taglia gambe a Grillo e ForconiROMA – Renzi, taglia il miliardo alla politica e taglia gambe a Grillo e Forconi è per ora un titolo che va letto con il tempo del verbo all’imperativo. E’ una richiesta, un appello, un comando, un invito. Non è invece un titolo che possa essere letto con il tempo del verbo all’indicativo, come se Renzi avesse già tagliato o stesse già tagliando i soldi alla politica e di conseguenza le gambe a Grillo e Forconi. Un’urgenza, non ancora un fatto. Un dover essere, nulla che ancora sia. Ma una cosa è certa: o Renzi taglia il miliardo di soldi alla politica e quindi per questa via comincia a tagliar gambe a Grillo e Forconi, oppure Renzi svanisce. E con lui il Pd. E con loro svaniscono in questo paese tutti coloro che non son Grillo, Forconi e Berlusconi.

Matteo Renzi lo sa che le cose stanno così. Così e non altrimenti. E quindi farà sul serio nel tagliare il miliardo di euro alla politica. Non fosse altro che per elementare istinto di sopravvivenza. Quell’istinto di sopravvivenza che l’elettorato del Pd ha percepito votandolo in massa segretario del partito. Istinto di sopravvivenza primario che chi ha votato alle primarie ha avvertito chiaro e netto. Un governo Letta-Alfano ogni giorno terremotato da Berlusconi-Grillo-Forconi lanciati all’assedio del Parlamento, al falò di Equitalia e dell’Euro e impegnati nel “tutti a casa”, “tutti alla gogna”, presto “tutti al muro”. E un Pd guidato da Gianni Cuperlo, alias Massimo D’Alema, Guglielmo Epifani, Pierluigi Bersani. Le due braccia di una tenaglia che in 12/18 mesi il Pd lo avrebbero stritolato, ridotto in polvere, annullato. Come si fa, come si è fatto a non vedere l’ovvio? Gli elettori del Pd lo hanno visto per istinto di sopravvivenza, i D’Alema non lo hanno visto perché il bisogno di autoconservazione è stato perfin più forte dell’obbligo primario alla sopravvivenza.

Se ha una speranza di sopravvivere il Pd, questa si chiama Renzi. Ma che sopravviva o no il Pd può anche essere di relativo e scarso interesse se la questione è un partito in più o in meno. Il fatto è che oltre il Pd c’è ormai solo un diffuso “forconismo” variamente articolato, ma sempre e solo “forconismo” è. E senza il Pd quel “forconismo” esonda, deborda, alluviona e alla fine affoga. Affoga tutti, anche quelli che ci si erano tuffati dentro allegramente o per disperazione si erano tuffati. Quando si inneggia alla chiusura di Equitalia e contemporaneamente si chiede il sussidio del denaro pubblico si è già alla follia molesta. Molesta e violenta: si esigono soldi pubblici che nessuno dovrà pagare in forma di tasse. Lo sbocco inevitabile è stampare soldi senza averne la ricchezza corrispondente e lavorare di bastone su testa e schiena su chiunque lo faccia notare. Magari dando la colpa di “inique sanzioni” al nemico esterno.

Quando si comincia a dire: non fare entrare questo o quello in Parlamento e “bloccate gli abusivi”, quindi si sgraffigna il diritto di stabilire chi è abusivo e chi no, si è già oltre. Oltre non tanto la democrazia, si è oltre il tollerabile. Si è alla violenza, allo squadrismo. Quando si tenta di seguir l’esempio di Alba Dorata in Grecia, quando i Centri Sociali e i No Tav per odio allo Stato collimano in strada con Forza Nuova e i neo fascisti, quando l’assalto allo Stato, ai palazzi, ai porti, alle stazioni è eversione travestita da protesta sociale, si è già oltre, molto oltre. Ma è inutile, sommamente inutile chiamare con il suo nome storico ciò che sottende a Grillo e ai Forconi e ciò su cui si tuffa Berlusconi, come al solito e soprattutto per affari suoi e di nessun altro.

Occorre segare le gambe a tutto questo. E oggi segare le gambe a Grillo e Forconi vuol dire abolire i rimborsi ai gruppi consiliari delle Regioni, sì abolire i soldi pubblici ai consiglieri regionali. Abolire. E abolire le Province. E abolire il Senato doppione della Camera. Abolire, eccolo il miliardo di euro e anche più che da qui può arrivare. Abolire, non limare. Renzi ha detto che proprio questo vuole fare. Non ha altro fa fare, non può fare altro. Non importa se sia o non sincero. Importa che non può fare altro.

E per segare le gambe a Grillo, Forconi e Berlusconi uniti nella lotta occorre segare la protezione sindacale sempre e comunque alla Pubblica Amministrazione. Occorre trovare un po’ di lavoro a chi non ce l’ha anche e soprattutto formando dei lavoratori con competenze e anche smettendola con la Cassa Integrazione che paga il restare avvinghiati a posti di lavoro che non torneranno mai più in vita. Occorre togliere consenso e voti alle milizie della gogna e del bastone e ai manipoli dei forconi. E per togliere consenso e voti a Grillo e Forconi la via obbligata e immediata e quella di togliere soldi alla politica e rabbia disperata ai non garantiti.

Renzi è l’unico che può farlo. Il che non significa che ce la farà a farlo. Renzi è l’ultima spiaggia. Il che non significa sia la spiaggia garantita e sicura. Renzi è l’ultima scommessa sulla quale si getta l’ultimo “soldo” rimasto a milioni e milioni di italiani che oltre a problemi hanno anche un po’ di cultura, educazione civica e civile e nozione di cosa è democrazia e cosa è trascorrere di bande. Se Renzi taglia quel miliardo, se Renzi costringe Letta e il suo governo a tagliarlo quel miliardo, allora l’effetto sarà come quegli idranti che dovevano impedire i blocchi stradali dei Forconi. Se arriva l’idrante del meno soldi subito alla politica, allora troveranno subito legittimità e consenso anche gli idranti veri e propri che oggi si esita ad usare.

Tagliare le gambe a Grillo e Forconi. Politicamente s’intende. Anche se…Un tal Sergio Puglia, parlamentare M5S ha voluto scrivere dei milioni di votanti alle primarie del Pd “Melma putrida”. Il signore sì che se ne intende.