Spezzeremo le reni alla Germania, magari con le elezioni a febbraio

di Mino Fuccillo
Pubblicato il 29 Ottobre 2012 12:04 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2012 13:20

ROMA – Spezzeremo le reni alla Germania, magari con le elezioni a febbraio. Ultimo, ma non certo ultimo, Silvio Berlusconi ha raggiunto i leader politici e capi partito che hanno come programma e sogno appunto quello di “spezzare le reni alla Germania”. E’ questa la ferma intenzione di Beppe Grillo che alle elezioni corre da solo. Ed è anche la speranza e l’orizzonte di Roberto Maroni che alle elezioni forse correrà con Berlusconi e di Nichi Vendola che viaggia in tandem con Bersani e anche di Antonio Di Pietro cui non dispiacerebbe far “triangolo al voto” con Sel e Pd.

Spezzare le reni alla Germania che, parole di Berlusconi, detta e impone a Monti il rigore e le tasse. Alla Germania che, parole di Vendola, interpreta con la Merkel la volontà del capitalismo finanziario e dei banchieri contro quella dei popoli. Alla Germania che Berlusconi vedrebbe volentieri fuori dall’euro. Alla Germania che, parole di Di Pietro e Maroni, è tanto ottusa quanto invadente in casa altrui. E’ in corso un gigantesco “No Merkel day” che, declinato all’italiana, diventa “No Monti day”. La sinistra alternativa, i Cobas, i No Tav, la Cgil scuola sono in coda al grande corteo. Ad aprirlo e a tenere lo striscione: “Fuori la Merkel dall’Italia, fuori l’Italia da Monti” sono Berlusconi, Di Pietro, Grillo, Maroni e Vendola.

E quale l’arma per “spezzare le reni”? Quale la contromisura tricolore di fronte alla quale la Merkel tremerà insieme a tutta la Germania e a tutta Europa? Come stupiremo popoli, governi e mercati? Magari andando a votare a febbraio 2013 anziché ad aprile. Comunicando con questi due mesi di “taglio a Monti” che siamo stufi dei pareggi di bilancio, delle Imu, dei meno soldi alle Regioni, della tracciabilità dei pagamenti sopra i mille euro e di tutta questa paccottiglia teutonica che ci tortura.

Per ora, alla prima mezza giornata, ci hanno già preso almeno un po’ sul serio: 15 punti di spread di più. Più o meno, ad occhio e se durasse, una mezza miliardata di interessi sul debito in più da pagare. Ed è la prima mezza giornata, la grande armata che andrà a “spezzare le reni alla Germania” può fare molto di più. E non è un caso o un’assonanza che ricorra proprio quella espressione “spezzare le reni”. E’ un brand, un marchio assolutamente italico: l’ultima volta partimmo per “spezzare le reni”, ma era alla Grecia, il paese più debole economicamente, politicamente e militarmente. In breve, i greci ci spezzarono le ossa. Perché avevamo scarpe di cartone per gli alpini, moschetto 1891 per i fanti, poca e pessima artiglieria. Ma tanti pennacchi e tanto consenso di popolo dietro i pennacchi e le fanfare. Era il 1940 ma, armi a parte, la spedizione “spezzare le reni alla Germania” ha gli stessi connotati e segue lo stesso percorso.